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Economia

Mezzo miliardo (subito) per gli autotrasportatori, i presidi restano

di Cristiana Flaminio -


L’incontro è arrivato. A Milano, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini s’è confrontato con le sigle dell’autotrasporto che protestano contro il caro carburante. E mentre gli scaffali dei supermercati di facevano ancora più vuoti e i primi distributori, anche fuori dalla Sicilia, iniziavano a restare a secco, ecco l’apertura del governo. Sul piatto ci sono, pronti fin da subito (burocrazia permettendo) circa 480 milioni di euro. Il viceministro Edoardo Rixi, però, li considera solo l’antipasto. “Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto dalle imprese di autotrasporto, poi mettiamo nuove risorse su settembre e ottobre, che però i crediti d’imposta saranno ovviamente nel 2027”, ha affermato l’esponente del governo dopo il tavolo tenutosi in Prefettura a Milano.

Gli impegni del governo

“I tempi saranno rapidissimi – ha proseguito il viceministro -, da oggi inizieremo a erogare i contributi. Il Governo si è poi impegnato a inserire nuove risorse in un nuovo decreto”. Una sola condizione, piccola ma decisiva. “In queste ore si è cercato un confronto per cercare di risolvere i problemi e quindi noi abbiamo messo a disposizione un ascolto importante. Alcuni blocchi già ieri sono stati tolti, altri oggi so che c’è ancora un tema abbastanza spinoso questa mattina sul porto di Napoli – ha aggiunto Rixi – e poi è chiaro che bisognerà fare in modo che si ripristini più o meno la normalità al fine di garantire a tutti gli italiani di poter avere non solo i generi alimentari ma di poter continuare a svolgere le proprie attività per cui giusto scioperare però bisogna anche fare in modo di non creare eccessivi disagi al Paese”.

Gli scaffali che restano vuoti al Sud

 Mentre si tenta di raggiungere un accordo la frutta e la verdura resta a marcire sui camion. Ed è questo il vero problema. Perché servirà tempo prima di riempire (di nuovo) gli scaffali della grande distribuzione, di rabboccare i serbatoi dei distributori di carburanti in giro per l’Italia. A cominciare dal Sud. E, in mezzo, (più di ) qualcuno potrebbe essere tentato a ritoccare i prezzi verso l’alto. Una speculazioncella sulla pelle della protesta e sulla carne, viva, delle famiglie già messe in ginocchio dai rincari energetici e dagli effetti, incrociati e sovrapposti, di ben due guerre.

Le associazioni: “Bene impegni ma vigileremo”

L’incontro è arrivato. E pure per le sigle del comparto, tutto sommato, non è andata così male. “Positivi gli impegni annunciati dal ministro Salvini nella riunione tenutasi in Prefettura a Milano con le Associazioni nazionali dell’autotrasporto merci”. Al tavolo, a Palazzo Diotti, c’erano Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative Legacoop produzione e servizi e Sna – Casartigiani. Impegni che per le sigle sono fondamentali. E che afferiscono allo “sblocco immediato dei pagamenti per i crediti di imposta relativi al consumo di gasolio con relativi aumenti di risorse che garantiranno il rimborso integrale sull’incremento del prezzo del gasolio a copertura del mancato rimborso accise, la messa a disposizione immediata dei contributi per il recupero delle Autostrade del mare, inserimento in un prossimo decreto legge di una norma specifica per rendere automatico l’adeguamento del costo del gasolio, rafforzando l’esigibilità della clausola già prevista”.

La verifica tra sette giorni

 Ora c’è solo da attendere che le parole diventino fatti. Avverrà, la verifica, molto presto. “Gli impegni assunti sono positivi, ma proseguiamo nella vigilanza affinché si trasformino immediatamente in provvedimenti concreti. La prima verifica – hanno annunciato le associazioni – avverrà nell’incontro già fissato al ministero per il 27 ottobre”.

Presidi che restano, Confindustria tuona (ancora) sugli Ets

Gli impegni del governo e l’apprezzamento delle associazioni, però, non hanno comportato l’immediata smobilitazione dei presidi. Le manifestazioni, specialmente al Sud, sono proseguite anche nel pomeriggio. Intanto, per tutta la giornata di ieri, le notizie dai mercati sul fronte dell’energia non sono state troppo rassicuranti. Il petrolio è tornato a volare oltre i 110 dollari al barile mentre il gas, in Europa, rimane altissimo oltre gli 89 euro al megawattora.

“Fuori la speculazione”

E Confindustria torna a tuonare sull’altro corno del dilemma energetico, quello delle bollette. Il presidente Emanuele Orsini torna a battere sul tema degli Ets. Che, per inciso, costa (tanto) pure agli autotrasportatori: “«L’Ets costava nel 2016 5,26 euro a tonnellata. Oggi noi siamo a 85,75. Abbiamo fatto una cosa semplice, abbiamo fatto entrare la speculazione”, ha affermato Orsini alle celebrazioni per i 120 anni dell’Unione industriali di Torino. Da dove ha proposto di limitare alle sole imprese la possibilità di scambiarsi le quote di emissione.

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