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Arriva il freddo, le regole sul riscaldamento per non rischiare multe e stangate

L’Italia suddivisa in 6 fasce climatiche, ecco quando è possibile accendere il riscaldamento e a che temperatura.

di Marzio Amoroso -

@ANSAfoto


Il freddo sta gradualmente arrivando e le famiglie italiane iniziano a porsi la domanda di ogni autunno, quando si possono accendere il riscaldamento? La risposta non è uguale per tutti, poiché il territorio nazionale segue regole ben precise che variano da comune a comune. Per evitare sanzioni salate e ottimizzare i consumi sulla bolletta, risulta fondamentale conoscere il calendario dettagliato, le zone climatiche e i limiti d’orario imposti dalla normativa.

Le 6 zone climatiche dell’Italia

L’Italia è suddivisa ufficialmente in sei distinte zone climatiche, individuate in base alla media delle temperature registrate sul territorio e contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto dalla A alla F.

Nella Zona A, che comprende località particolarmente calde come Lampedusa e Linosa, i riscaldamenti possono restare in funzione dal primo dicembre al quindici marzo per un massimo di sei ore al giorno.

I residenti della Zona B, dove rientrano grandi città del Sud come Palermo, Catania, Messina e Reggio Calabria, possono far partire gli impianti dal primo dicembre fino al trentuno marzo, garantendosi otto ore di calore giornaliero.

Spostandoci nella Zona C, dove troviamo centri popolosi come Napoli, Bari, Cagliari e Lecce, la data di partenza è fissata per il quindici novembre, mentre lo spegnimento è previsto per il trentuno marzo, con dieci ore di accensione massima.

La Zona D accoglie città centrali come Roma, Firenze, Genova, Pescara e Ancona. Qui i termosifoni si accendono il primo novembre e restano attivi fino al quindici aprile, per una durata consentita di dodici ore al giorno.

Nelle aree settentrionali e lungo la spina appenninica troviamo la Zona E, che comprende Milano, Torino, Bologna, Venezia e L’Aquila. In questo caso l’accensione inizia il quindici ottobre e prosegue fino al quindici aprile, per una durata massima di quattordici ore al giorno.

Infine, la Zona F include i comuni montani e alpini come Cuneo, Belluno e Trento. Per queste zone non esiste alcun limite orario o stagionale, consentendo ai cittadini di gestire il riscaldamento secondo le effettive necessità meteorologiche.

Regole di temperatura e risparmio energetico

Accendere i termosifoni non significa poter alzare la temperatura a piacimento. La legge fissa il limite massimo negli ambienti domestici e negli uffici a 19 gradi centigradi, garantendo un margine di tolleranza di 2 gradi. Mantenere l’abitazione sui ventuno gradi rappresenta il tetto massimo consentito per non incorrere in controlli ed evitare inutili sprechi di gas. Inoltre, le ore giornaliere previste per ciascuna fascia non devono essere utilizzate consecutivamente. Gli utenti possono infatti distribuire l’orario di funzione nell’arco della giornata, concentrando l’accensione nelle ore più fredde, solitamente tra le cinque del mattino e le ventitré di sera.

Possibili modifiche comunali

I primi cittadini e le amministrazioni comunali conservano comunque la facoltà di modificare queste date attraverso ordinanze straordinarie. In presenza di autunni particolarmente miti o di emergenze ambientali, i sindaci possono infatti rinviare l’accensione di qualche settimana o ridurre l’orario giornaliero.

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