Bill Gates teme l’Ai: “Ci vuole un governo globale”
Il magnate di Microsoft ritiene che le istituzioni attuali non abbiano la forza di frenare la corsa dell'intelligenza artificiale
Pure Bill Gates ha paura dell’Ai. Dei suoi timori, di fronte all’avanzata senza ostacoli dell’intelligenza artificiale, il fondatore di Microsoft ha parlato in un post apparso direttamente sul suo blog. Le preoccupazioni sono legate, chiaramente, all’occupazione che rischia secondo l’analisi di Gates, di finire stritolata dall’algoritmo. Questa, però, è solo la più macroscopica delle conseguenze. Per fronteggiare la quale, però, il padre di Windows ritiene che sia necessario creare nuove istituzioni magari globali.
Bill Gates, l’Ai e la necessità di un governo mondiale
“Se qualcuno avesse un piano credibile per rallentare i progressi dell’Ai a livello globale, probabilmente lo sosterrei”, scrive Bill Gates. Che aggiunge: “Tuttavia, non credo che accadrà. Gli incentivi geopolitici ed economici spingono troppo forte per procedere a tutta velocità”. Chi arriva per primo a maneggiare la tecnologia che s’annuncia come la più dirompente degli ultimi decenni conserverà per sé un vantaggio strategico di fondamentale importanza. Inoltre tutti, a cominciare dalle banche e fino ai mercati, si son spinti troppo oltre per pensare di poter fare adesso un passo indietro.
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Chi ha la forza di imporre un quadro normativo nuovo?
La risposta contiene già in sé la risposta: nessuno. Almeno per Bill Gates secondo cui l’unica per fronteggiare l’Ai è mettere su un governo mondiale che unisca tutti, ma proprio tutti, nella necessità di rallentare la fuga in avanti degli algoritmi. “La massima priorità è un compito monumentale: creare un quadro normativo nazionale e internazionale per affrontare l’intelligenza artificiale”, spiega. E poi: “Nessuna delle nostre istituzioni attuali è stata progettata per gestire una tecnologia che si diffonde così rapidamente e influenza così tanti aspetti delle nostre vite. Quindi dovremo crearne di nuove”.
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