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Economia

Borse su, petrolio e gas giù: i mercati credono ai negoziati

Europa e Asia toniche, cosa succede e perché gli investitori puntano sulla fine delle tensioni in Medio Oriente

di Cristiana Flaminio -


Borse toniche, giù i prezzi del petrolio e del gas: i mercati credono ai nuovi negoziati a Islamabad che potrebbero portare, forse, a una tregua in Medio Oriente. A Hormuz le maglie del blocco Usa sembrano lente ma è questione che, a quanto pare, è ispirata dalle ragioni della diplomazia. I temi sul tavolo sono tanti e forti sono le pressioni che Donald Trump deve affrontare. A cominciare da quelle dell’Arabia Saudita, seguita da tutti i Paesi del Golfo, che di guerra e di attacchi, di blocchi e di strozzature commerciali, non ne possono davvero più.

Borse toniche, giù petrolio e gas

La fiducia dei mercati nei negoziati si traduce nei numeri. Le Borse europee stanno vivendo una giornata di recupero. Ieri, a dirla tutta, non s’è registrato il tracollo che ci si attendeva con la messa in atto delle minacce americane che avrebbero infiammato la tensione nella regione di Hormuz. A Milano, a metà mattinata, aveva guadagnato lo 0,75%. Boom di Francoforte sopra l’1,2%. Ottime le perfomance pure delle borse asiatiche mentre i prezzi di gas e petrolio scendono.

Il nodo delle quotazioni

Il brent e il Wti, che ieri stazionavano poco sopra i 100 dollari al barile, hanno cominciato a riperdere quota. Si scambia, il primo, a poco più di 98 dollari. Per il secondo, invece, il tonfo è stato più rumoroso dal momento che le quotazioni scendono, dopo aver sfiorato i 106 dollari, a 93 al barile. Non solo borse e petrolio, pure il gas inizia a perdere terreno. Stamattina il valore aveva già perso il 3 per cento. Un segnale, questo, ineludibile: i mercati hanno fiducia nelle trattative e credono che la strategia della confusione di Trump sia giunta al capolinea.


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