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Cultura & Spettacolo

Bronzi di Riace, 25 anni di eccellenza: il Premio che racconta l’Italia che resiste

Dal Campidoglio un omaggio al talento italiano: visione, impegno civile e storie che tengono vivo il Paese

di Andrea Fiore -

nella foto Ettore Politi


Venticinque anni e non sentirli. Il Premio Internazionale Bronzi di Riace torna al Campidoglio e ribadisce una verità che spesso fingiamo di ignorare: l’Italia è un Paese che produce talento in quantità industriale, ma che ha bisogno di qualcuno che lo riconosca, lo celebri, lo difenda.
A farlo, da un quarto di secolo, è Giuseppe Tripodi, con una costanza che somiglia alla testardaggine dei visionari. Il premio, sostenuto dalle istituzioni calabresi e laziali, è diventato un punto di riferimento per chi crede che cultura, professionalità e senso civico non siano slogan, ma impegni quotidiani.

Le sezioni del Premio – da Atena ad Apollo, passando per Zeus, Ippocrate, Giovanni Paolo II, Dioniso, Thot, Minerva, Efesto e Mercurio – raccontano un’Italia plurale: militari che proteggono, magistrati che resistono, medici che innovano, figure della fede che accompagnano, artisti che scuotono, giornalisti che interpretano, docenti che formano, ingegneri che costruiscono e imprenditori che trasformano. Un mosaico di competenze che restituisce un’immagine nitida: il Paese è vivo, e sa ancora produrre eccellenza.

A confermare il profilo alto dell’edizione è stata la testimonial dell’evento, Paola La Salvia, Ufficiale Superiore della Guardia di Finanza, docente e scrittrice pluripremiata. Una figura riconosciuta per leadership, competenza e professionalità, ormai presenza di riferimento nel panorama istituzionale e culturale italiano. La sua partecipazione ha ribadito la volontà del Premio di valorizzare personalità capaci di unire rigore, esperienza e comunicazione.

Tra i premiati, nella Sezione Atena, anche il Generale di Corpo d’Armata Pasquale Angelosanto, in rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri.
Per la Sezione Thot, dedicata al giornalismo e alla cultura, è stato insignito Ettore Politi, firma autorevole anche della nostra testata: un riconoscimento che premia non solo la sua lunga esperienza, ma soprattutto la capacità di coniugare rigore professionale e chiarezza espositiva.

Il Premio alla memoria di Sandro Pertini ha rappresentato il sigillo morale della serata: un richiamo a quella Repubblica che credeva nella cultura come bene comune.

In un tempo in cui tutto scorre veloce, il Premio Bronzi di Riace fa l’opposto: rallenta, osserva, riconosce. E ricorda che la bellezza – come i Bronzi – resiste solo se qualcuno la difende.


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