Caldo, l’Italia soffoca: bollini rossi, asfalto a 60 gradi
L'Italia dovrà continuare a convivere con questa ennesima estate da record, prestando la massima attenzione ai soggetti più fragili
L’Italia soffoca nella morsa del super caldo: 26 città con bollino rosso e asfalto oltre i 60 gradi.
Maxi caldo
L’ondata di caldo che sta flagellando l’Italia non accenna a mollare la presa e stringe il Paese in una morsa di afa e temperature ben superiori alle medie stagionali.
Il promontorio anticiclonico africano continua a stazionare in modo ostinato sul bacino del Mediterraneo, spingendo il ministero della Salute a diramare un bollettino drammatico.
Ben 26 le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di emergenza per la salute. Da Roma a Milano, passando per Firenze, Bologna, Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Genova, Torino, Brescia, Verona, Venezia, Trieste, Ancona, Pescara, Perugia, Rieti, Frosinone, Latina, Campobasso, Catania, Messina e Reggio Calabria.
L’allerta è totale su praticamente tutta la rete urbana nazionale, con la sola eccezione di Bolzano rimasta in fascia gialla.
Le conseguenze sul tessuto urbano sono impressionanti
Gli effetti del picco termico che si riflettono direttamente sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.
Nelle ore centrali della giornata la temperatura dell’aria raggiunge agevolmente la soglia dei quaranta gradi, ma è sulle superfici cittadine che la situazione diventa proibitiva.
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L’asfalto delle strade e il cemento dei marciapiedi assorbono l’irraggiamento solare diretto fino a raggiungere temperature roventi che superano abbondantemente la soglia dei sessanta gradi.
Questo fenomeno trasforma i centri abitati in autentiche isole di calore, dove la radiazione termica accumulata durante il giorno viene rilasciata gradualmente lungo le ore notturne, impedendo alle temperature di scendere sotto la soglia tropicale e regalando serate opprimenti e prive di refrigerio.
Le previsioni meteo a medio e lungo termine
Le stime non offrono purtroppo buone notizie all’orizzonte. Gli ultimi modelli matematici indicano infatti che la struttura dell’alta pressione si manterrà solida e radicata sul territorio nazionale per almeno altri dieci giorni.
La ventilazione quasi del tutto assente e gli elevati tassi di umidità relativa tendono ad accentuare in modo marcato la percezione del disagio bioclimatico.
In particolare lungo le zone costiere e nei bacini pianeggianti come la Pianura Padana e le vallate interne del Centro-Sud.
Per ritrovare una tregua e il ritorno a condizioni più respiratorie bisognerà attendere la metà del mese.
Allora, le prime infiltrazioni d’aria più fresca di matrice atlantica potrebbero iniziare a scalfirne la tenuta a partire dall’arco alpino e dalle regioni settentrionali, provocando violenti temporali di calore.
L’Italia dovrà continuare a convivere con questa ennesima estate da record, prestando la massima attenzione ai soggetti più fragili e limitando le uscite e le attività fisiche durante le ore più roventi della giornata.
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