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Ambiente

Piano per il clima, Gava: “Ecco tutte le novità”

Con una dotazione finanziaria complessiva per l'Italia pari a 9,3 miliardi di euro, il governo definisce le linee guida per la gestione delle risorse destinate al quinquennio 2027-2032

di Angelo Vitale -

La viceministra dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava


Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi in arrivo per famiglie e microimprese. La mappa degli interventi.

Piano per il Clima: tutte le novità

La transizione ecologica punta a diventare inclusiva e a impatto diretto sull’economia reale. Con una dotazione finanziaria complessiva per l’Italia pari a 9,3 miliardi di euro (di cui circa 6,7 miliardi di quota Ue a valere sul Fondo Sociale per il Clima, integrati dal cofinanziamento nazionale), il governo definisce le linee guida per la gestione delle risorse destinate al quinquennio 2027-2032.

Ad annunciare i tratti principali del piano, la viceministra all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, Vannia Gava.

«Il Piano Sociale per il Clima – afferma – dimostra che la transizione energetica può tradursi in benefici concreti per cittadini e microimprese. Parliamo di 9,3 miliardi di euro che saranno investiti per ridurre i costi dell’energia, riqualificare gli edifici, rafforzare il trasporto pubblico e sostenere la mobilità. È un Piano che indirizza le risorse dove gli effetti della transizione sono più rilevanti, con interventi mirati a favore delle famiglie più vulnerabili e delle microimprese».

Che cos’è il Piano Sociale per il Clima e perché nasce

Il Fondo Sociale per il Clima è uno strumento istituito dall’Unione Europea per accompagnare l’introduzione dell’ETS 2 (Emissions Trading System 2). E’ il sistema di scambi di quote di emissione che dal 2027 estenderà il costo del carbonio ai settori dell’edilizia e del trasporto stradale.

Per prevenire che l’aumento dei costi dei carburanti e del riscaldamento gravi sui soggetti economicamente più deboli, il Fondo finanzia misure preventive di lungo periodo ed eventuali sostegni diretti al reddito.

I pilastri concreti del Piano (2027–2032)

Le risorse gestite dal Mase agiscono su tre direttrici principali.

La prima, l’efficienza energetica ed edilizia sociale. Finanziati interventi di riqualificazione profonda (isolamento termico, pompe di calore, elettrificazione del riscaldamento). Ciò, prioritariamente per abitazioni di edilizia residenziale pubblica e famiglie a basso reddito, con l’obiettivo di abbattere permanentemente le bollette energetiche.

La seconda, la mobilità sostenibile e il tpl. Potenziate le reti di trasporto pubblico locale e regionale. Promossi sconti o abbonamenti agevolati per le fasce vulnerabili, e incentivi per l’acquisto di veicoli a zero o basse emissioni (compresa la micro-mobilità) dedicati a famiglie e microimprese.

La terza, il supporto diretto alle microimprese. Varato un Fondo di sostegno per le piccole realtà aziendali civili e commerciali. Supporterà l’adeguamento dei locali, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e la decarbonizzazione delle proprie flotte di veicoli da lavoro.

La sinergia istituzionale

Nel suo commento, la viceministra Gava ha voluto sottolineare il lavoro tecnico svolto dalla macchina amministrativa.

«Ringrazio la Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari e il direttore generale Stefania Crotta per il lavoro svolto. Il risultato è frutto di un’importante collaborazione tra le amministrazioni coinvolte e consentirà di utilizzare al meglio le risorse europee, trasformandole in misure concrete per i cittadini».

Il Piano dovrà ora integrarsi sinergicamente con le risorse del Pnrr e con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. E rappresenta la risposta strutturale per evitare che la decarbonizzazione si traduca in nuove forme di povertà energetica.

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