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Campoli, il Comune torna ad offrire una casa in paese alla coppia che vive nei boschi

Silenzio stampa dei genitori dei tre minori allontanati: il loro avvocato punta all'annullamento dell'atto del Tribunale

di Angelo Vitale -


Coppia nei boschi di Campoli: il Comune offre ancora una casa. Non cessa il clamore intorno alla vicenda dei tre minori allontanati dal Tribunale.

Il Comune offre nuovamente una casa alla copia nei boschi di Campoli. Ma la “prima volta” c’era già stata. Il primo allarme, dopo un’intossicazione da funghi. Per il Comune, nel settembre dell’anno scorso. Subito dopo l’amministrazione del posto propose un alloggio in paese. La famiglia lo prese e vi rimase una decina di giorni. Poi, tornò nel casolare nei boschi, staccò le utenze e costruì un bagno a secco.

L’intervento del Tribunale dei Minorenni, pochi giorni fa. Nelle carte dei giudici si si parla di mesi di osservazione e di prescrizioni non rispettate. L’ordinanza del Tribunale è datata a metà novembre, poi il decreto esecutivo.

Cosa ha ordinato il Tribunale

Decisa la sospensione della responsabilità genitoriale e stabilito l’allontanamento dei tre minori con il loro collocamento in una casa-famiglia. Definita pure la nomina di un tutore provvisorio. I giudici motivano così: contesto abitativo “precario”, assenza di servizi essenziali, isolamento sociale, carenze sul fronte scolastico e sanitario.

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Il Comune rilancia la proposta

Il sindaco Masciulli ripete l’offerta, il Comune da lui guidato torna a mettere a disposizione una casa alla coppia che vive nei boschi. Dice di essersi attivato “dal giorno dell’incidente” e di aver messo a disposizione un’abitazione completa con utenze pagate dal Comune. Invita la coppia a trasferirsi in paese per riunire la famiglia.

La versione del padre

Il padre ha prima parlato con i media e poi ha deciso di non rilasciare più dichiarazioni. In alcuni interventi aveva dichiarato che avrebbe eseguito lavori per rendere la casa agibile. Ha promesso interventi rapidi per mettere in sicurezza il casolare. I video e le interviste televisive riportano la sua volontà di sistemare il rudere.

Le reazioni pubbliche

Sui social crescono petizioni e sit-in pro-genitori. Nascono gruppi di solidarietà. Contemporaneamente, una campagna di insulti e minacce contro la presidente del Tribunale dei Minorenni firmataria della decisione. L’Anm e il Csm chiedono tutela per i magistrati e invitano a non strumentalizzare il tema.

La strategia legale dei genitori

L’avvocato della coppia annuncia impugnazioni e ricorsi. Dice che il provvedimento è affrettato e viziato. Punta a ottenere il ritorno dei figli e la revoca delle misure. Contestata soprattutto la valutazione sulla rilevanza delle criticità emerse nei rapporti dei servizi sociali.


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