Cancellata l'”emergenza climatica”: Trump abbatte le regole clima di Obama
“L’emergenza climatica” non esiste: Donald Trump cancella il piano di Obama per ridurre l’inquinamento delle centrali elettriche. La misura, nota come Clean Power Plan, eliminata con una firma esecutiva che apre la porta a norme più permissive per emissioni di CO₂.
Il governo parla di sovranità energetica e aumento dei posti di lavoro nel carbone e gas. Critici e media Usa vedono un ritorno al passato delle politiche ambientali. Gruppi di scienziati e Ong lanciano allarmi su salute pubblica e compromissione degli obiettivi clima 2030. L’impatto, nei prossimi anni, misurato su qualità dell’aria e mercato energetico.
Cosa ha deciso Trump
Il presidente Donald Trump ha firmato una misura esecutiva che annulla il Clean Power Plan introdotto da Barack Obama nel 2015. Era il principale strumento di regolamentazione delle emissioni di anidride carbonica dai generatori di energia elettrica negli Stati Uniti. La decisione elimina limiti vincolanti per lo smog industriale, sostituendoli con linee guida più leggere che affidano ai singoli Stati il controllo sulle emissioni.
L’amministrazione Trump motiva la scelta con la necessità di liberare il settore energetico da “regole oppressive” (quelle di Obama) sulla “emergenza climatica”. Regole che, secondo la Casa Bianca, avrebbero avuto effetti negativi su costi energetici e occupazione nelle industrie tradizionali, in particolare carbone e gas naturale.
Reazioni dai media Usa
I principali giornali e network americani commentano la mossa con tono critico. Il New York Times descrive la cancellazione del piano come una “rottura fondamentale con decenni di progressi verso la riduzione delle emissioni”. E la definisce un ritorno alle politiche che favoriscono combustibili fossili a discapito del clima.
La Cnn segnala che la scelta di Trump potrebbe allentare seriamente gli sforzi degli Stati Uniti per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sì da rendere più difficile contenere l’aumento delle temperature globali entro limiti accettabili.
Editorialisti del Washington Post sottolineano come la decisione non derivi da nuove evidenze scientifiche ma da scelte politiche e ideologiche. E avvertono che le comunità vulnerabili (bambini, anziani e quartieri urbani colpiti dallo smog) potrebbero subire conseguenze dirette sulla salute respiratoria.
Le argomentazioni dell’amministrazione Trump
La Casa Bianca ha diffuso una nota in cui definisce il Clean Power Plan come un “fardello regolatorio” che avrebbe impattato negativamente sulle bollette elettriche e sulla competitività dell’industria energetica americana”. Secondo fonti ufficiali, il nuovo quadro normativo punta a maggiore autonomia statale, riduzione di spesa burocratica e incentivi a investire nelle risorse fossili domestiche.
I portavoce del governo affermano che mercato e tecnologia stanno già riducendo alcune emissioni senza bisogno di regole federali pesanti. E che la priorità è garantire energia economica e sicurezza economica per le famiglie americane.
Critici, scienziati e salute pubblica
Organizzazioni ambientaliste come Sierra Club e NRDC affermano che la cancellazione rappresenta un pericolo per la salute pubblica e un passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici. Esperti di clima citati dalla stampa Usa ricordano che le emissioni di anidride carbonica dagli impianti elettrici sono tra le principali cause di polveri sottili (PM2.5) e asma infantile, oltre che driver del riscaldamento globale.
Alcuni economisti ambientali avvertono che, senza regole stringenti, gli Stati Uniti potrebbero perdere leadership tecnologica nelle energie rinnovabili, con conseguente rallentamento degli investimenti in solare e eolico.
L’impatto sul clima e sul mercato energetico
Secondo analisti Usa citati dalle agenzie, l’effetto immediato potrebbe essere un aumento delle emissioni di CO₂ rispetto alle proiezioni con il piano Obama, e una maggiore dipendenza da carbone e gas. Questo potrebbe alterare gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030, rendendo più difficile il raggiungimento degli accordi internazionali sul clima.
Le compagnie energetiche tradizionali, almeno nel breve, vedono la decisione come un allentamento di vincoli costosi, mentre le utility pulite e gli investitori in green tech temono di perdere incentivi che avevano favorito la transizione dai combustibili fossili.
Lo scenario
Il Clean Power Plan era stato introdotto nel 2015 sotto la presidenza Obama per tagliare le emissioni di gas serra dagli impianti elettrici, con l’obiettivo di ridurre il riscaldamento globale. Il piano venne ritirato o osteggiato in passato da amministrazioni conservative, e oggi la mossa di Trump chiude definitivamente quel capitolo.
Negli Stati Uniti la regolazione delle emissioni ha sempre oscillato tra federalismo forte e autonomia statale, e la nuova linea riflette l’orientamento attuale della Corte Suprema e del Congresso a limitare l’intervento federale nelle normative ambientali.
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