Caso Garlasco, la verità di Andrea Sempio
Andrea Sempio ancora una volta in un salotto televisivo per ribadire la propria innocenza nel caso di Garlasco. Ospite di Verissimo su Canale 5, nella puntata andata in onda domenica 11 gennaio 2026, Sempio ha ribadito la propria innocenza in relazione all’omicidio di Chiara Poggi. Un delitto che, a quasi diciannove anni dai fatti, continua a dividere l’opinione pubblica tra certezze giudiziarie, dubbi e nuove piste. Sempio è oggi indagato per omicidio in concorso. Silvia Toffanin gli chiede subito come si sia sentito quando, l’11 marzo 2025, ha scoperto di essere indagato per la terza volta nello stesso anno. Lui descrive quel momento come uno spartiacque. “È stato uno shock”, racconta. “Vengo chiamato in caserma, mi presentano questo foglio. Da lì è finita. Quello che vivevo fino a quel punto è finito ed è iniziato questo periodo di caos”. Il suo racconto insiste sul peso mediatico. Secondo Sempio, sul piano giudiziario la situazione sarebbe “lineare e tranquilla”, mentre sul piano pubblico si sarebbero formate “tifoserie”. “C’è una parte della gente che ce l’ha con me e vuole festeggiare una mia condanna”, afferma. “È diventata come una serie tv di cui sono, mio malgrado, uno dei protagonisti”.
Il Dna sotto le unghie di Chiara
Uno dei nodi della nuova indagine riguarda il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi, ritenuto compatibile con la linea familiare di Sempio. Un elemento che lui dice di non temere e che definisce fragile. Sostiene infatti che le verifiche genetiche partirebbero da un materiale ridotto e conservato male. Da qui, la conclusione: prima emergerebbe una non compatibilità, poi una “possibilità” di compatibilità, ma accompagnata – a suo dire – dalla stessa indicazione di inattendibilità.
L’impronta sul muro e lo scontrino del parchimetro
Altro tassello finito sotto la lente degli inquirenti che hanno riaperto il caso di Garlasco è un’impronta attribuibile ad Andrea Sempio sul muro della cantina di casa Poggi. Anche qui, la sua linea è di ridimensionamento. Non sarebbe un’impronta insanguinata, ma una traccia “normalissima” su una parete con molte altre impronte, comprese quelle di familiari, carabinieri e persone non identificate. “È un punto in cui era naturale appoggiare la mano scendendo in cantina”, spiega. Si torna poi sullo scontrino del parchimetro, conservato per un anno e risalente alla mattina del delitto. Toffanin chiede perché lo abbia tenuto. Sempio risponde che, dopo un fatto così grave, gli sembrava normale conservare qualunque elemento utile a confermare le proprie dichiarazioni.
Per Andrea Sempio il caso Garlasco è chiuso con la condanna di Stasi
Spazio anche alla revoca del mandato all’avvocato Massimo Lovati. Sempio parla di scelta sofferta e motivata da divergenze sulla strategia difensiva, negando che l’esposizione mediatica sia stata la causa decisiva. Infine, alla domanda su chi abbia ucciso Chiara Poggi, risponde: “Credo Alberto Stasi”. E chiude con un riferimento alle sentenze: per lui, quelle decisioni restano il punto fermo. In questo nuovo passaggio televisivo, il caso Garlasco e la centralità di Andrea Sempio si confermano al centro di un confronto acceso, tra indagine giudiziaria e pressione dell’opinione pubblica.
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