Controlli su spese mediche con tessera sanitaria: cosa si rischia
Parte una nuova ondata di verifiche mirate sulle detrazioni
Spese mediche sotto la lente: perché l’Agenzia delle Entrate sta incrociando i controlli dei dati della tessera sanitaria? Il periodo della dichiarazione dei redditi si apre con una novità che sta mettendo in allerta migliaia di contribuenti.
Controlli Agenzia Entrate: perché
L’Agenzia delle Entrate ha dato il via a una nuova ondata di controlli mirati sulle detrazioni per le spese sanitarie, sfruttando la potenza del database del Sistema Tessera Sanitaria. L’obiettivo è chiaro: scovare incongruenze tra quanto dichiarato nel modello 730 e i dati trasmessi da medici, farmacie e strutture ospedaliere.
Il meccanismo dell’incrocio dati
Non si tratta di controlli a campione vecchio stile, ma di una verifica automatizzata. Il Fisco oggi dispone di una mappa dettagliata di ogni acquisto di farmaci o prestazione specialistica effettuata dai cittadini. Le attuali procedure di verifica si concentrano su tre punti critici. I controlli partono dall’uso della tessera sanitarias.
I punti critici
La corrispondenza degli importi, una spia. Ogni euro detratto deve trovare riscontro esatto nei flussi telematici inviati dai prestatori di servizi sanitari.
Poi, la tracciabilità dei pagamenti. Dal 2020, per beneficiare della detrazione del 19%, la maggior parte delle spese mediche deve essere pagata con metodi tracciabili (bancomat, carte di credito, bonifici).
Il Fisco sta verificando con estrema precisione che non siano state detratte spese sostenute in contanti, eccezion fatta per farmaci e prestazioni presso strutture pubbliche o accreditate Ssn.
La documentazione a supporto, sempre obbligatoria. Anche se i dati sono precompilati, il contribuente ha l’obbligo di conservare scontrini “parlanti” e fatture per almeno cinque anni.
Strategie di difesa e prevenzione
L’opportunità per il contribuente risiede nel controllo preventivo. Accedere al proprio Cassetto Fiscale o consultare il portale del Sistema Tessera Sanitaria permette di verificare in anticipo cosa l’Agenzia “vede”.
In caso di discrepanze, è fondamentale correggere i dati prima dell’invio definitivo per evitare sanzioni che possono variare dal 30% al 90% dell’imposta non versata.
Le attese per quest’anno indicano una tolleranza zero verso le autocertificazioni non supportate da prove di pagamento elettronico.
La digitalizzazione della sanità ha reso il perimetro delle detrazioni un campo minato. L’errore, anche in buona fede, viene rilevato quasi istantaneamente dagli algoritmi dell’amministrazione finanziaria.
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