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Ambiente

Allarme incendi 2026: l’Italia brucia al Centro

L'Ispra: "Nessuno può farcela da solo: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, Protezione Civile, scienziati e cittadini"

di Giorgio Brescia -


Allarme incendi in Italia: nel 2025 fumo e fiamme raddoppiati e nel 2026 finora già bruciati circa 60 chilometri quadrati di territorio (pari al Lago di Bracciano), di cui 20 composti da foreste.

Nel 2025 bruciata un’area grande come la provincia di Pistoia

L’Italia torna a bruciare e i numeri fanno paura. Il monitoraggio ufficiale dell’Ispra lancia un vero e proprio grido d’allarme. Nel corso del 2025 gli incendi boschivi nel nostro Paese sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente, mandando in fumo ben 965 chilometri quadrati di territorio. Un’area grande quanto l’intera provincia di Pistoia.

I dati storici europei del sistema Effsi non lasciano spazio a dubbi. Il 2025 si piazza direttamente tra gli anni più neri di sempre per l’emergenza incendi, superato solo dai tragici picchi del 2007, 2017, 2021 e 2023.

Parchi e foreste nel mirino: i polmoni verdi più colpiti

Le analisi dei satelliti ad alta risoluzione mostrano uno scenario preoccupante, soprattutto per le zone che dovrebbero essere super protette. Riserve e aree protette, qui si è concentrato oltre il 30% di tutta la terra bruciata in Italia e ben il 38% delle foreste colpite a livello nazionale.

La strage degli alberi continua. Quasi la metà degli incendi (il 48%) ha divorato veri e propri ecosistemi forestali. In tutto sono stati inceneriti 123 chilometri quadrati di boschi (pari alla superficie del comune di Ancona). Tra questi 57 km² di latifoglie sempreverdi (come leccete e sugherete), 36 km² di alberi decidui (querce, castagni e faggi) e 24 km² di pinete e conifere.

A livello geografico, il Sud e le grandi Isole si confermano in prima linea. Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% di tutti i boschi bruciati in Italia. Inoltre, territori come Basilicata e Puglia stanno registrando un preoccupante aumento delle aree colpite anno dopo anno.

Primi dati 2026: la mappa del fuoco si sposta al Centro?

Il report Ispra scatta anche una fotografia degli incendi sui primi mesi del 2026: dati aggiornati dal 1° gennaio al 9 giugno.

Finora sono già bruciati circa 60 chilometri quadrati di territorio, pari al Lago di Bracciano, di cui 20 composti da foreste. C’è però una sorpresa sulla geografia del fuoco. In questo inizio d’anno la regione più colpita è la Toscana, che si prende il 28% delle aree forestali percorse dalle fiamme, seguita subito dopo dalla Calabria con il 23%.

L’appello degli esperti: “Serve un’alleanza per la prevenzione”

“I boschi sono un patrimonio prezioso, ma i dati ci ricordano che gli incendi non sono solo un’emergenza della natura, bensì una sfida per la sicurezza e l’economia di tutti- avverte la presidente Ispra Maria Alessandra Gallone -. Nessuno può farcela da solo: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, Protezione Civile, scienziati e cittadini. Proteggere i boschi significa proteggere il futuro del Paese”.

A farle eco Roberto Inghilesi, ingegnere a capo del Centro Operativo Sorveglianza Ambientale Ispra. Ricorda come il controllo via satellite sia fondamentale per studiare le risposte dei boschi in un momento storico in cui la pressione dei cambiamenti climatici si sta facendo sempre più soffocante e pericolosa.


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