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Cronaca

Crans Montana, indagato anche il sindaco

Questo allargamento dell’inchiesta segue mesi di approfondimenti su come le norme di sicurezza siano state (o non siano state) applicate in una delle località turistiche più frequentate delle Alpi svizzere

di Angelo Vitale -


Il sindaco di Crans Montana indagato: gli sviluppi dell’inchiesta sulla tragedia del Constellation. La tragedia che ha colpito Crans Montana, con l’incendio del locale Le Constellation nella notte di Capodanno 2026 continua a scuotere l’opinione pubblica e la giustizia svizzera.

Dopo mesi di indagini sulla strage che ha causato 41 morti e oltre 115 feriti durante le celebrazioni del Capodanno, la Procura del Cantone del Vallese ha compiuto un passo significativo. il sindaco di Crans‑Montana, Nicolas Féraud, formalmente iscritto nel registro degli indagati con accuse gravi legate alla gestione della sicurezza.

Accuse e ruolo del sindaco Nicolas Féraud

Il sindaco Nicolas Féraud iscritto nel registro degli indagati lo scorso 5 marzo nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio del Constellation, dopo la denuncia penale presentata il 26 gennaio dagli avvocati che rappresentano una delle vittime ustionate e i suoi genitori. Féraud accusato — insieme ai proprietari del locale Jacques e Jessica Moretti e ad altre figure chiave dell’amministrazione comunale — di incendio colposo, omicidio plurimo e lesioni colpose. Reati che nel diritto svizzero si riferiscono a gravi violazioni nella gestione della sicurezza pubblica e dei controlli antincendio.

Le accuse non riguardano solo gli eventi della notte del rogo, ma anche l’assenza di verifiche e controlli antincendio nel locale Le Constellation per anni prima della tragedia. In passato, lo stesso Féraud aveva ammesso che il bar non era stato sottoposto alle ispezioni di routine previste dalla legge negli ultimi cinque anni. Ciò, nonostante le normative svizzere richiedano controlli periodici per locali con elevata affluenza di pubblico.

Nuovi indagati e ampliamento dell’inchiesta

L’estensione dell’inchiesta non si limita al sindaco. La Procura vallesana ha inserito nel registro degli indagati altre quattro figure dell’amministrazione locale. Tra loro, il responsabile della sicurezza pubblica del Comune e il suo predecessore e membri con ruoli passati o attuali nei controlli sulla sicurezza tra Crans e Chermignon, municipio poi fuso nella stessa località.

Queste persone, insieme a Féraud, dovranno rispondere delle stesse accuse penali, in una fase dell’inchiesta che riflette un crescente scrutinio sulle responsabilità delle autorità locali nella prevenzione dei rischi.

Il totale degli indagati per la strage sale così a nove persone, tra cui i gestori del locale e funzionari pubblici. Questo allargamento dell’inchiesta segue mesi di approfondimenti su come le norme di sicurezza siano state (o non siano state) applicate in una delle località turistiche più frequentate delle Alpi svizzere.

La cooperazione internazionale e i prossimi passi

L’inchiesta svizzera ha attirato l’attenzione anche delle autorità italiane, considerando che alcune vittime erano italiane e che parenti e legali hanno presentato denunce attraverso lo Stato italiano. Un incontro operativo tra i pubblici ministeri italiani e quelli del Canton Vallese, previsto tra il 23 e il 27 marzo, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione giudiziaria e scambiare documenti utili alle indagini.


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