Cuperlo e i cattolici “alla Bergoglio”: accoglienza condizionata nel Pd
Gianni Cuperlo afferma che nel Pd c’è “piena accoglienza” per i cattolici “alla Bergoglio”, ma la realtà politica dimostra una selezione ideologica che esclude chi difende la dottrina cattolica nella sua interezza. Un’analisi critica del rapporto tra Pd e cattolicesimo.
GIANNI CUPERLO POLITICO
Gianni Cuperlo afferma che nel Pd c’è “piena accoglienza” per i cattolici “alla Bergoglio”, ma la realtà politica dimostra una selezione ideologica che esclude chi difende la dottrina cattolica nella sua interezza. Un’analisi critica del rapporto tra Pd e cattolicesimo.
Un’accoglienza condizionata: i cattolici sì, ma solo quelli “alla Bergoglio”
Gianni Cuperlo, considerato il volto “colto” del Partito Democratico, ha dichiarato che nel Pd c’è piena accoglienza per i cattolici “alla Bergoglio”. Una frase apparentemente rassicurante, ma che nasconde una dinamica di selezione culturale ormai consolidata: nel Pd si accettano i credenti solo se aderenti a una visione limitata e strumentale della fede, quella che si conforma ai parametri della sinistra post-comunista.
Questa posizione emerge ancora più nettamente a pochi mesi dalla morte di papa Francesco, scomparso nell’aprile 2025. Un momento in cui il pontefice non può più intervenire per chiarire o correggere le interpretazioni ideologiche del suo magistero. L’accoglienza, quindi, diventa una presa di posizione postuma e selettiva.
Papa Francesco: un magistero complesso e spesso scomodo
Chi riduce il pontificato di Francesco a un simbolo di apertura e inclusività dimentica che il suo insegnamento ha toccato temi centrali e controversi, spesso in modo netto e intransigente. Sul tema dell’aborto, ad esempio, il papa si è espresso con durezza, definendolo “come assoldare un sicario”, e ha sempre ribadito la dignità inviolabile della vita dal concepimento alla morte naturale.
Il documento Dignitas Infinita, pubblicato nel 2024, è la sintesi più chiara e autorevole di questo insegnamento, ribadendo l’integrità della dottrina cattolica sulla dignità umana. Tuttavia, questa parte fondamentale del pensiero di Francesco viene spesso ignorata o minimizzata da chi nel Pd vuole presentare solo una versione “facile” e politicamente comoda del cattolicesimo.
Il Pd e la cooptazione dei cattolici
Nel Pd, infatti, la “piena accoglienza” si traduce in una selezione: vengono accolti solo quei cattolici che si allineano al pensiero dominante e abbandonano posizioni scomode, specialmente su temi etici e antropologici. I cattolici che portano una testimonianza fedele alla dottrina tradizionale vengono invece emarginati o messi sotto accusa.
Questo non è pluralismo, ma un controllo culturale che riduce la presenza cattolica a una semplice pedina funzionale al progetto ideologico del partito. È una cooptazione paternalistica che assicura “accoglienza” solo a chi abdica alle proprie convinzioni per conformarsi al “modello Cuperlo”.
Oltre Francesco: Leone XIV e le sfide per il Pd
Con Leone XIV, la Chiesa italiana e mondiale si trova in una nuova fase. Il problema per il Pd non è più cercare di interpretare “i cattolici alla Bergoglio”, ma riconoscere la legittimità di un cattolicesimo libero, integrale e impegnato, capace di portare una voce autentica nel dibattito pubblico.
Finché nel Pd l’unica “accoglienza” sarà quella riservata ai cattolici già “rieducati” secondo le logiche del partito, il pluralismo rimarrà solo una parola vuota.
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