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Esteri

La morte di Daniel Siad e l’ombra lunga della rete Epstein

Le figure intermedie cadono, mentre i livelli superiori restano invisibili

di Mauro Trieste -


La notizia è arrivata nella tarda serata di lunedì, con la freddezza tipica dei comunicati giudiziari. Daniel Siad, agente di modelle e presunto intermediario del circuito francese legato a Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione di Colombes, periferia nord-occidentale di Parigi. La procura di Nanterre ha confermato il decesso e disposto un’autopsia, aprendo un’indagine per chiarire le cause della morte. Un altro tassello mancante, un’altra figura chiave che scompare prima di essere pienamente ascoltata.

I rapporti tra Siad e Epstein

Siad era al centro di un’inchiesta affidata all’unità specializzata nella lotta alla tratta di esseri umani. Su di lui gravavano diverse denunce, tra cui accuse di stupro. Aveva respinto ogni addebito, dichiarandosi pronto a collaborare con gli investigatori. In un’intervista alla Cnn, lo scorso giugno, aveva raccontato di aver considerato Epstein un professionista del settore, un presunto talent scout per Victoria’s Secret e l’agenzia MC2. “Mi fidavo di lui”, aveva detto.

La prima denuncia contro l’agente era arrivata il 10 febbraio da Ebba P. Karlsson, ex modella svedese, che aveva riconosciuto il suo nome nei documenti declassificati del caso Epstein. Karlsson lo accusava di averla violentata a vent’anni e di averla poi introdotta a Gerald Marie, ex direttore di Elite, a sua volta accusato di stupro. Entrambi hanno sempre negato.

La minaccia del silenzio

La morte di Siad ha provocato la reazione immediata di Lisa Brinkworth, cofondatrice del collettivo Victorious Angels-We rise, impegnato da anni nel denunciare gli abusi nel mondo della moda e nella rete Epstein. “Sono devastata per le vittime”, ha commentato all’Afp. Il riferimento è a Jean-Luc Brunel, altro agente francese vicino a Epstein, si era tolto la vita nel 2022 in carcere, lasciando irrisolte decine di testimonianze.

La resa dei conti negli Usa

Oltreoceano, la vicenda Epstein continua a generare onde d’urto che lambiscono la politica federale. Thom Tills, senatore repubblicano, ha affermato che il suo voto per la nomina di Todd Blanche a procuratore generale dipenderà da un incontro con le vittime del finanziere pedofilo. Blanche, ex avvocato personale di Donald Trump, si è impegnato a farlo durante la sua audizione al Senato.

La richiesta di Tills è arrivata dopo la deposizione di Dani Bensky, una delle vittime del di Epstein, che ha incolpato Blanche di aver ignorato per mesi le loro richieste di incontro e di aver permesso la pubblicazione di file giudiziari contenenti dati personali delle donne. Una denuncia che riapre il tema della gestione dei documenti scottanti da parte del Dipartimento di Giustizia, già criticato per lentezza, omissioni e scarsa protezione delle vittime.

Negli Stati Uniti, il caso è un terreno minato che incrocia poteri economici, accademici, diplomatici. La morte del finanziere nel 2019 ha chiuso la sua parabola personale, ma non quella della rete che aveva costruito.

Le torbide condotte del principe Andrea

Nel Regno Unito, l’inchiesta sul principe Andrea, arrestato a febbraio con l’accusa di abuso d’ufficio e poi rilasciato su cauzione, ha aperto una crepa nella narrazione ufficiale della monarchia. La polizia della Thames Valley, secondo quanto riportato da Sky News, contatterà la famiglia di Virginia Giuffre per raccogliere nuove testimonianze. Giuffre aveva accusato Andrea di violenza sessuale, accuse sempre respinte dal fratello di re Carlo. La donna si è tolta la vita nel 2025, a 41 anni, lasciando dietro di sé un vuoto che rende ancora più complessa la ricostruzione della verità.

Ombre e coperture

Il caso britannico mostra come la rete Epstein avesse radici profonde nell’élite londinese, grazie anche al ruolo di Ghislaine Maxwell. Eventi privati, circoli esclusivi, fondazioni culturali. Un ecosistema perfetto per avvicinare figure influenti e creare relazioni difficili da tracciare. Anche qui, come negli Usa e in Francia, la sensazione è che la superficie sia stata appena scalfita.

La morte di Siad, come quella di Brunel, non chiude nulla. Al contrario, conferma uno schema inquietante: le figure intermedie cadono, mentre i livelli superiori restano invisibili. Le indagini procedono, ma il sistema sembra sempre un passo avanti, protetto da relazioni potenti e da una capacità di occultamento che attraversa le giurisdizioni.


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