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Esteri

Non solo missili: tra Usa e Iran è guerra (anche) di informazioni

Teheran: "Colpite basi Usa in Giordania e Bahrein", il Centcom: "Hormuz riaperto al transito"

di Paolo Diacono -


Tra Usa e Iran è guerra totale: anche di informazioni. Teheran assicura di aver colpito le basi americane disseminate nel Medio Oriente, concentrandosi, questa notte, su quelle tra Giordania e Bahrein. Il Centcom, il comando supremo statunitense in Medio Oriente, riferisce che Hormuz è stato “riaperto al transito”. Nessuno cede di un millimetro, l’unica certezza che arriva dall’area è che il mondo è in fiamme. Tra missili e speculazione, la guerra miete vittime sugli scenari di guerra e dissangua il resto del mondo.

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Usa e Iran: guerra di informazioni

La guerra tra Usa e Iran passa, chiaramente, dalla comunicazione e dalle informazioni. Contrastanti, almeno a prima vista, che vengono fornite dalle due fazioni in lotta. Teheran ha annunciato che è stata una notte di fuoco per gli americani. Come riporta Press tv, citando fonti dell’esercito iraniano, sarebbero state colpite installazioni militari presso la base aerea di Muwaffaq Salti, ad Azraq, in Giordania, e presso la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein. In azione i droni Arash che avrebbero colpito serbatoi di carburante, depositi di equipaggiamento, grandi hangar ed edifici che ospitano truppe statunitensi. In Giordania, invece, sarebbero stati colpiti gli hangar e gli alloggi per il personale militare Usa.

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“Hormuz è riaperto al transito”

Il Centcom ha altre informazioni da fornire al mondo nell’ambito della guerra tra Usa e Iran. La tredicesima notte di guerra ha portato lo sforzo americano a prendere “di mira i centri di comando militare iraniani, i depositi di droni, le reti di comunicazione, i siti di sorveglianza costiera e le capacità marittime per ridurre ulteriormente la minaccia che l’Iran rappresenta per i naviganti civili e le navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz”. Le difese di Teheran non bastano: “Nonostante i recenti attacchi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, la via navigabile internazionale rimane aperta al transito. Le navi commerciali continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense”.


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