Detenuto morto in carcere a Prato, c’è l’inchiesta
I magistrati indagano per "morte in conseguenza di altro reato", doveva essere ascoltato dai pm
C’è l’inchiesta della Procura di Prato sul decesso di Dennis Antonio Rodriguez Matute, detenuto dal 12 maggio scorso e morto nel letto della sua cella, nel carcere della Dogaia. Il fascicolo riporta l’ipotesi di morte come conseguenza di altro delitto. Si attende l’esito dell’autopsia per comprendere la cause del decesso del 26enne di nazionalità honduregna. Che si trovava in carcere perché accusato di tentato omicidio e rapina ai danni di un cameriere.
Detenuto morto in carcere a Prato, c’è l’inchiesta
I magistrati vogliono fare piena luce attorno al caso. Perché nel carcere di Prato dove è morto il detenuto honduregno sono stati sequestrati, dal 31 marzo a oggi, ben 24 telefoni cellulari e poco meno di un chilo di droga. Si tratta di 825 grammi di hashish e 91 grammi di cocaina. L’ultima scoperta domenica scorsa. Quando a un detenuto della quarta sezione sono stati trovati 100 grammi di hashish in un panetto e 20 grammi di cocaina, oltre a due cellulari non smartphone, senza sim, occultati all’interno degli slip. Il procuratore capo Luca Tescaroli, in una nota, ha parlato del “perpetuarsi di un’attività criminosa pulviscolare all’interno del carcere” pratese.
Il caso e le indagini
Come riporta Ansa, il detenuto morto nel carcere di Prato doveva essere ascoltato dai magistrati dopo aver denunciato presunte violenze che avrebbe subito durante il suo arresto. Matute era stato arrestato a maggio scorso perché accusato di avere, insieme a un complice di 16 anni, aggredito Jacopo Cerbai. 23 anni, cameriere del ristorante Casa Targi, gravemente ferito da una coltellata al cuore. Mentre cercava di difendere la titolare del locale da una tentata rapina avvenuta in piazza Mercatale. Dagli esami esterni non sarebbero emersi segni che ricondurrebbero la morte né al suicidio né a violenza. L’autopsia dovrà fare luce sul decesso.
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