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Addio a Dolly Parton, regina del country

"Ci vogliono molti soldi per sembrare così a buon mercato", amava scherzare, consapevole che dietro quel personaggio si nascondeva un'imprenditrice lucidissima

di Elizabeth Costello -


Addio a Dolly Parton, regina del country: scompare a 80 anni una leggenda della musica mondiale.

Addio Dolly Parton

E’ morta a Nashville all’età di 80 anni Dolly Parton, una delle figure più iconiche, influenti e amate della storia della musica moderna.

Cantautrice, polistrumentista, attrice e filantropa, Parton lascia un’eredità artistica imponente. La sua musica ha travalicato i confini del genere country per diventare parte integrante della cultura pop globale.

Dalla capanna in Tennessee alle vette delle classifiche

Nata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, nel cuore delle Great Smoky Mountains del Tennessee, Dolly Rebecca Parton era cresciuta in una casa di una sola stanza come sesta di dodici figli di un contadino di tabacco.

Un’infanzia segnata dalla povertà ma intrisa di musica, tra i canti religiosi in chiesa e le ballate tradizionali insegnate dalla madre.

A soli 13 anni si esibiva già sul palco del Grand Ole Opry a Nashville. L’incontro con Johnny Cash fu determinante: “La tua voce può andare lontano, non fermarti mai”, le disse la stella del country.

E Dolly non si fermò. Nel 1967 conquistò la scena nazionale prima accanto a Porter Wagoner e poi come solista, diventando una forza della natura sia per la sua estensione vocale sia per la straordinaria capacità di scrittura.

I successi storici: da “Jolene” a “I Will Always Love You”

Dolly Parton ha scritto oltre 3.000 canzoni, dimostrando un talento poetico unico per raccontare le fragilità, il riscatto sociale e la forza delle donne.

“I Will Always Love You” (1974)

Scritta come affettuoso commiato professionale da Porter Wagoner, è diventata una delle ballate più famose di tutti i tempi, consacrata al successo globale dalla celebre interpretazione di Whitney Houston nel 1992.

“Jolene” (1973)

Un classico intramontabile sul timore del tradimento, interpretato e reinterpretato da generazioni di artisti.

“9 to 5” (1980)

Inno del riscatto dei lavoratori e colonna sonora dell’omonimo film che la vide protagonista accanto a Jane Fonda e Lily Tomlin.

Con oltre 100 milioni di dischi venduti, 11 Grammy Awards vinti e 25 singoli giunti al numero uno delle classifiche country, è stata inserita sia nella Country Music Hall of Fame sia nella Rock & Roll Hall of Fame.

L’icona oltre il palcoscenico: ironia e filantropia

Famosa per la sua estetica esuberante — parrucche bionde cotonate, abiti attillati e ricoperti di strass —, Dolly Parton ha sempre gestito la propria immagine con profonda intelligenza e autoironia.

“Ci vogliono molti soldi per sembrare così a buon mercato”, amava scherzare, consapevole che dietro quel personaggio si nascondeva un’imprenditrice lucidissima, creatrice tra l’altro del parco a tema Dollywood nel suo Tennessee.

Accanto al successo commerciale, l’artista ha mantenuto un costante impegno nel sociale. Tramite la sua Imagination Library ha donato oltre 200 milioni di libri per l’infanzia ai bambini di tutto il mondo, oltre ad aver finanziato nel 2020 con un milione di dollari la ricerca per il vaccino contro il Covid-19.

Con la sua scomparsa, il mondo della musica perde non soltanto la “regina del country”, ma una delle penne più trasversali, umane ed eclettiche della musica americana contemporanea.

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