Don Massimo Biancalani rimosso dal Vaticano
Aveva trasformato le parrocchie in centri di accoglienza
Don Massimo Biancalani
Si conclude – almeno per ora – con un provvedimento di rimozione dal servizio pastorale l’attività di don Massimo Biancalani, il sacerdote che negli ultimi anni aveva trasformato radicalmente il volto e la missione delle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, in provincia di Pistoia.
Rimosso don Biancalani
La decisione, giunta direttamente dalla Santa Sede, mette un punto fermo a un lungo e tormentato iter canonico, avviato originariamente dall’ex vescovo di Pescia e Pistoia, monsignor Fausto Tardelli.
La vicenda si è snodata interamente tra i rigidi binari del diritto canonico, riflettendo una frattura profonda tra la gestione del parroco e le gerarchie ecclesiastiche.
Il Vaticano ha infatti confermato la validità del percorso intrapreso dalla diocesi, rigettando i primi due ricorsi presentati dal sacerdote. La motivazione cardine che ha portato a questa drastica sanzione risiede nell’accusa di aver “trascurato la pastorale ordinaria”.
Secondo le autorità ecclesiastiche, l’impegno massiccio e quasi esclusivo di Biancalani sul fronte dell’immigrazione avrebbe finito per oscurare e svuotare le funzioni tradizionali della parrocchia, dal catechismo alla cura della comunità locale.
Le continue segnalazioni
Non è stata però solo una questione burocratica o interna alle mura curiali. A dare il via alle segnalazioni erano stati, prima della politica locale, i parrocchiani e i residenti delle zone limitrofe.
Le loro proteste, nate dalla difficile convivenza con una struttura di accoglienza che aveva ormai travalicato i confini della missione parrocchiale, hanno preceduto le critiche dei rappresentanti locali del centrodestra.
Ora, la Lega di Pistoia accoglie con favore l’esito del provvedimento, definendo “sconsiderata” la gestione del fenomeno migratorio portata avanti dal sacerdote.
Un volto tv
Dal 2017, don Biancalani era diventato un volto noto, un vero e proprio “megafono dell’accoglienza incondizionata”, spesso ospite dei talk show tv.
La sua visione, a suo dire pienamente ispirata dal magistero di Papa Francesco, mirava a realizzare una “Chiesa in uscita” e un “ospedale da campo” dove il dovere evangelico di “accogliere il forestiero” (dal Vangelo di Matteo) diventava la priorità assoluta e indiscutibile.
A chi lo accusava di isolamento rispetto alla comunità e alla gerarchia, il parroco rispondeva con fermezza: isolato è chi sceglie di non praticare la carità come centro nevralgico della fede.
Ora, dopo decine di tentativi di mediazione falliti e una tensione sociale mai sopita, la parola passa agli atti ufficiali della Santa Sede. E non è escluso che Biancalani possa tentare un ultimo ricorso per difendere il suo operato.
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