Il caso Ranucci: “Apparizioni, sparizioni…”
I misteri del caso Ranucci non sono solo quelli del più ampio caso giudiziario che coinvolge principalmente Valter Lavitola, a Rebibbia reo confesso dell'attentato
Il giornalista Sigfrido Ranucci conosceva Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola e ricercato per l'attentato, almeno dal 2022. E' quanto emerge dalle carte dell'indagine della Dda di piazzale Clodio. Agli atti c'è anche una foto che ritrae i tre nel 2022. Inoltre vengono citate delle intercettazioni in cui il giornalista, nell'ottobre del 2024, scrive a Lavitola spiegando di trovarsi "in difficoltà su tutto" ma che "sarebbe andato avanti". E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: "mi dovresti prestare Gomes" suscitando l'ilarità di Lavitola"
Chiunque in questi giorni abbia seguito attentamente tutti i passaggi del caso Ranucci è diventato come il replicante di Blade Runner (“Io ne ho viste cose…”).
I misteri del caso Ranucci
I misteri del caso Ranucci non sono solo quelli del più ampio caso giudiziario che coinvolge principalmente Valter Lavitola, a Rebibbia reo confesso dell’attentato dell’ottobre 2025 all’esterno della villetta del conduttore di Report.
Perché ogni giorno, nelle cronache che inseguono Ranucci e appaiono sui giornali e sul web, una cosa scompare e diventa il contrario, se non necessita di continui affinamenti e precisazioni. Come in Drive in: “Apparizioni, sparizioni….”.
Urgenze, queste, che toccano finanche i passaggi degli interrogatori e delle intercettazioni. Ogni frase vuol dire quasi sempre anche altro dalle parole precise che contiene.
L’elenco è lungo. Meglio essere brevi, per non annoiare il lettore.
La querela a Clementina Forleo, la smentita al Foglio
La querela alla gip Clementina Forleo, per esempio. Annunciata ma poi, sembra, ritirata. Anzi, confermata. A chi gli faceva notare che la giudice avesse commentato un articolo del Foglio, Ranucci avrebbe detto “Parlate col Foglio“. Ma il Foglio – pare – non è stato smentito. E allora bisognerà attendere il verbo definitivo del legale di Ranucci, via Ansa o altre agenzie.
L’amante di Lavitola
L’amante di Lavitola non è la sua amante – precisa Libero – ma la sua fidanzata perché l’attuale inquilino di Rebibbia non è sposato. La fidanzata di Lavitola però conferma che Ranucci le avesse chiesto se avesse sorelle. Ne ha tre.
Il libro a quattro mani
Il libro a quattro mani scritto da Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci non esiste. Anzi, c’è, ma “è meglio non parlarne”. Ranucci avrebbe detto, nel corso dell’audit Rai, che la conoscenza con la Boccia non custodisce alcun legame particolare o speciale. Ma lei conferma, hanno condiviso “molti momenti dolorosi”. E qui vorremmo sapere quali sono, ma non c’è trippa per gatti. Ranucci parla con l’avvocato della Boccia, dice lei. Pure il legale coinvolto in questi “momenti dolorosi”?
La poltrona in Rai
Sul Foglio, un gustosissimo spaccato dell’azienda che tutti noi foraggiamo con il canone. Lo sapevamo già da decenni, ma fa un po’ specie leggere l’elenco di tutte le sigle inutili di “posti Rai” creati apposta per parcheggiarvi dirigenti cui trovare una poltrona per spostarli da quelle che occupavano senza incorrere in cause ogni volta poi perse.
Ha capito tutto Marco Travaglio che sul Fatto prefigura come andrà a finire. Ranucci vincerà la causa che farà alla Rai. C’entra pure la Ue. E se c’entra l’Ue, è meglio arrendersi.
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