Droga ed estorsione, in manette candidato del Pd in Puglia
"Spiccata pericolosità", l'operazione questa mattina, tutte le accuse
Il candidato del Pd finisce in manette con accuse legate a episodi riferibili a una presunta estorsione e allo spaccio di droga. Alessandro Lomele, incensurato, è finito nel mirino della magistratura pugliese. Il giudice per le indagini preliminari di Bari Alfredo Ferraro ha spiccato, a suo carico, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Tra le accuse ci sono lo spaccio di droga e alcuni episodi inerenti presunte estorsioni. Un profilo, quello di Lomele, che è stato definito dal gip di Bari come di “spiccata pericolosità”.
Droga ed estorsione, arrestato candidato del Pd
Alessandro Lomele è finito invischiato dunque in un blitz che ha portato a tredici arresti da parte dei carabinieri. Si era candidato nella lista del Pd alle comunali del centro di Conversano prima di finire invischiato nell’indagine che lo vede tra gli indagati per droga ed estorsione. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno l’annuncio del suo impegno è stato subito “cancellato” dalle pagine social del Partito. Si sarebbe allontanato, negli ultimi anni, dalla militanza attiva fino a ritrovare poi la passione per la politica decidendo di sottoscrivere la candidatura. Fino a oggi quando è arrivata l’ordinanza del gip.
“Spiccata pericolosità”
Tra le ragioni che hanno spinto il giudice per le indagini preliminari di Bari ad accettare la richiesta avanzata dai magistrati della Dda locale è stata la considerazione per cui, nonostante fosse incensurato, avrebbe “mostrato una spiccata pericolosità e proclività a commettere reati, fornendo un contributo indispensabile all’operatività del gruppo criminale di cui è membro”. Il candidato del Pd a Conversano sarebbe finito indagato a causa del suo presunto ruolo in alcuni episodi legati alla cessione di droga e a una presunta estorsione. Adesso toccherà ai magistrati dipanare la matassa. Ma intanto la politica, in Puglia, deve iniziare a interrogarsi.
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