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Politica

Elezioni amministrative 2026: l’effetto referendum non c’è

di Lino Sasso -


Le elezioni amministrative del 2026 frenano l’entusiasmo del centrosinistra nato dopo il risultato del referendum sulla giustizia. Se il successo del No aveva alimentato l’idea di una coalizione progressista pronta a costruire una corsa competitiva verso le politiche del 2027, il voto amministrativo ha riportato prudenza tra Pd, Movimento 5 Stelle e alleati. A incidere sono soprattutto due dati: la sconfitta di Venezia e il calo dell’affluenza. Nella città lagunare il centrosinistra puntava a un risultato storico. Il senatore Pd Andrea Martella aveva costruito un “campo largo” esteso dai riformisti fino a Rifondazione Comunista, convinto di poter conquistare Venezia già al primo turno. Le urne hanno però premiato il centrodestra e il risultato viene letto come un segnale politico di rilievo nazionale.

Alluenza in calo

Altro elemento osservato con attenzione è la partecipazione al voto. Dopo la forte mobilitazione registrata al referendum, le opposizioni speravano in un’affluenza ancora elevata, interpretandola come un possibile segnale di sfiducia verso il governo. Il dato definitivo, invece, si è fermato attorno al 60%, circa cinque punti in meno rispetto alla precedente tornata amministrativa. La segretaria del Pd Elly Schlein prova comunque a vedere gli aspetti positivi del voto. Secondo Schlein, “quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi”. Particolarmente pesante il dato di Reggio Calabria. Francesco Cannizzaro, sostenuto dal centrodestra insieme ad Azione, ha ottenuto una larga vittoria contro Domenico Donato Battaglia. Nel centrosinistra la sconfitta era prevista, ma non con proporzioni così nette.

Amministrative 2026 con vista sulle elezioni politiche 2027

Per molti dirigenti dem si apre così una riflessione sul Mezzogiorno e sulla Calabria, già segnata dalla sconfitta alle regionali del 2025. Non mancano però segnali incoraggianti per la coalizione progressista. In Toscana il centrosinistra conferma Prato, conquista Pistoia e porta Arezzo al ballottaggio. Da segnalare anche le vittorie di Vincenzo De Luca a Salerno e Vladimiro Crisafulli a Enna, candidati sostenuti dal centrosinistra ma senza il simbolo del Pd in coalizione. Il quadro complessivo resta dunque in chiaroscuro: il centrosinistra mantiene competitività in alcune realtà locali, ma il voto comunale dimostra che la sfida a Giorgia Meloni nel 2027 è ancora tutta da costruire.


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