Epstein files: Andrea rilasciato ma rimane indagato
L'ex principe ha lasciato la stazione di polizia di Aylsham, nel Norfolk, a bordo di un'auto, reclinato sul sedile per evitare i fotografi
L’ex principe Andrea Mountbatten-Windsor ha fatto ritorno alla sua residenza provvisoria a Sandringham dopo il suo rilascio, avvenuto ieri, ieri in seguito a 12 ore di interrogatorio alla stazione di polizia di Aylsham, ma rimane indagato, come spiega la Bbc, citando la polizia della regione della Valle del Tamigi. La perquisizione della Royal Lodge, la casa in cui l’ex Duca di York abitava nel Berkshire e che è stato costretto a lasciare sempre in relazione al suo coinvolgimento con Jeffrey Epstein e il suo giro di ragazze, proseguirà oggi.
Il rilascio di Andrea
Perquisita anche l’abitazione di Sandringham. Il rilascio sotto inchiesta non comporta limitazioni per il fratello di Re Carlo. Tuttavia potrà essere arrestato di nuovo o riconvocato per un altro interrogatorio. Saranno ora il Crown Prosecution Service e la polizia a determinare se ci sono prove sufficienti per incriminarlo. Il reato ipotizzabile in questo caso sarebbe quello di abuso di ufficio.
Nessuna comunicazione preventiva a Re Carlo
Dell’arresto non sarebbe stato informato il Re o Buckingham Palace ma solo il ministero degli Interni, con una comunicazione della polizia nazionale poco prima dell’operazione. “In linea con le pratiche di routine, il capo della Polizia nazionale ha avvisato i colleghi operativi al ministero degli Interni dell’arresto. Questa comunicazione è avvenuta 30 minuti prima dell’arresto da parte della polizia locale”, si legge in una nota.
“È un fatto molto triste”, ha commentato il presidente americano Donald Trump. “Sono un esperto in un certo senso perché sono stato completamente scagionato, quindi posso parlarne…è un fatto molto triste – ha dichiarato il tycoon – Suo fratello, che verrà molto presto nel nostro Paese, il Re…è una cosa molto triste”.
Crimini contro l’umanità negli Epstein files
Un gruppo di esperti indipendenti nominati dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sostiene che dai milioni di file su Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano ha reso noti su Jeffrey Epstein sia emersa l’esistenza di una “impresa criminale globale” che ha compiuto atti che “raggiungono la soglia legale dei crimini contro l’umanità”.
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