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Cronaca

Epstein Mar-a-Lago, il retroscena: l’allontanamento dopo le accuse di una dipendente

di Andrea Scarso -


Jeffrey Epstein sarebbe stato allontanato da Mar-a-Lago già nel 2003, dopo le segnalazioni di una giovane dipendente del centro benessere del club. A ricostruire l’episodio è il Wall Street Journal, che aggiunge nuovi dettagli su un capitolo poco noto dei rapporti tra il finanziere e l’allora proprietario del resort, Donald Trump.

Secondo il quotidiano statunitense, Epstein non era soltanto un frequentatore abituale di Mar-a-Lago, ma riceveva anche massaggi a domicilio nella sua villa in Florida da estetiste impiegate nel centro benessere del club. Una pratica che sarebbe proseguita per anni, fino all’episodio che avrebbe segnato la rottura definitiva.

La denuncia e il fax a Trump

La svolta sarebbe arrivata quando una massaggiatrice diciottenne, rientrata da una visita nella residenza di Epstein, raccontò ai responsabili del club di aver subito pressioni a sfondo sessuale. Una segnalazione ritenuta grave, al punto che uno dei manager avrebbe inviato un fax diretto a Trump, descrivendo l’accaduto e chiedendo di intervenire.

La risposta del futuro presidente, sempre secondo il Wall Street Journal, fu netta: il messaggio era “ben scritto” e si poteva procedere con l’espulsione di Epstein dal club. Da quel momento, l’ex finanziere non avrebbe più avuto accesso a Mar-a-Lago.

Un malcontento già diffuso nel club

L’episodio del 2003, però, non sarebbe stato isolato. Il quotidiano americano sottolinea come all’interno di Mar-a-Lago esistesse da tempo un clima di crescente diffidenza nei confronti di Epstein, ben prima che il suo nome diventasse sinonimo di scandalo internazionale.

A rafforzare i sospetti, anche le preoccupazioni espresse da Marla Maples, seconda moglie di Trump, che avrebbe messo in guardia il marito e altre persone del suo entourage. Maples avrebbe parlato apertamente di qualcosa di “strano” nel comportamento di Epstein, arrivando a chiedere che i due non trascorressero più tempo insieme.

La replica della Casa Bianca

Alla ricostruzione del Wall Street Journal ha risposto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, definendo l’articolo “un insieme di falsità e insinuazioni”. Secondo Leavitt, i media avrebbero riproposto più volte la vicenda per danneggiare l’immagine del presidente.

“Trump non ha fatto nulla di male e ha cacciato Jeffrey Epstein da Mar-a-Lago perché lo considerava una persona spregevole”.

Un caso che continua a riemergere ciclicamente, alimentando interrogativi e polemiche, mentre nuovi dettagli sul passato di Epstein continuano a far discutere l’opinione pubblica internazionale.

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