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FIGC: il nuovo presidente è Giovanni Malagò

di Paolo Stefani -


La FIGC ha un nuovo presidente: l’assemblea elettiva riunita a Roma ha scelto Giovanni Malagò come successore di Gabriele Gravina. Il compito, arduo, sarà quello di guidare il calcio italiano in una fase particolarmente delicata, segnata – tra le altre cose – dalla delusione per la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.

FIGC, eletto Malago: la sfida con Giancarlo Abete

L’ex presidente del CONI si è imposto nella sfida con Giancarlo Abete, ottenendo il sostegno decisivo delle principali componenti del movimento calcistico. Determinante si è rivelato l’appoggio di Serie A, Serie B, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori, che hanno garantito a Malagò una solida maggioranza nell’assemblea federale.

Abete, già presidente della FIGC dal 2007 al 2014 e attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, aveva raccolto invece parte del consenso del mondo dilettantistico, senza però riuscire a colmare il divario con il suo avversario.

Nel suo intervento prima dell’elezione, Malagò ha indicato tra le priorità del nuovo corso il rilancio della Nazionale, la sostenibilità economica del sistema calcistico, la valorizzazione dei giovani talenti italiani e il rafforzamento dei rapporti tra le diverse componenti del movimento. Un programma che punta a restituire competitività al calcio italiano sia a livello nazionale che internazionale.

Tra i primi dossier che attendono il nuovo presidente c’è la scelta del commissario tecnico della Nazionale, chiamato a ricostruire il percorso degli azzurri dopo l’ennesima esclusione dalla Coppa del Mondo. Sul tavolo anche le riforme dei campionati, la questione arbitrale e il confronto con le istituzioni sportive e politiche.

Gravina saluta la Federazione

Nel corso dell’assemblea, Gabriele Gravina ha ufficialmente concluso la propria esperienza alla guida della FIGC, rivendicando il lavoro svolto durante il suo mandato e spiegando che la decisione di dimettersi è stata il risultato di una riflessione approfondita.

«Lascio con la coscienza pulita», ha dichiarato l’ex presidente, definendo la propria scelta «convinta, meditata e sofferta». Gravina ha sottolineato di aver sempre operato nell’interesse del calcio italiano, pur riconoscendo gli errori commessi lungo il percorso.

Nel suo intervento ha inoltre evidenziato come le difficoltà del movimento non possano essere attribuite esclusivamente alla guida federale, ma richiedano interventi strutturali, investimenti sui settori giovanili e una strategia condivisa per favorire la crescita dell’intero sistema calcistico.


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