L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Freno a mano Usa sui super dazi al Canada

I punti chiave del negoziato, la cautela di Ottawa

di Giorgio Brescia -


Tregua sul filo del rasoio: Trump sospende i super dazi al Canada e apre all’accordo.

Trump e i dazi al Canada

Dopo settimane di fortissima tensione diplomatica ed economica, gli Stati Uniti e il Canada hanno raggiunto un’intesa in extremis per evitare un’escalation commerciale che rischiava di travolgere i mercati nordamericani.

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea dei pesantissimi dazi al 50% che avrebbero dovuto scattare su una vasta gamma di beni importati dal Canada (per un valore stimato di circa 20 miliardi di dollari).

L’accordo di massima, al termine di un fittissimo ciclo di colloqui riservati tra la Casa Bianca e il primo ministro canadese Mark Carney.

I punti chiave del negoziato e la riduzione dei dazi

I dettagli operativi e la stesura finale dei documenti, ancora in fase di perfezionamento. La rappresentanza commerciale degli Stati Uniti e le indiscrezioni sul negoziato delineano i contorni del compromesso.

Il congelamento dei dazi al 50%

La minaccia di applicare la maxitassa ex Section 338 (una norma dell’era della Grande Depressione rispolverata dall’amministrazione Trump), congelata.

L’apertura sulle automobili

Nell’ambito dell’intesa complessiva, dagli Usa l’apertura ad abbassare i dazi sui veicoli fabbricati in Canada portandoli dal 25% al 15%.

Le concessioni canadesi su mercati chiave

Ottawa, impegnata a rimuovere o ammorbidire le restrizioni all’importazione che la Casa Bianca giudicava “discriminatorie”, con particolare riferimento ai settori dei prodotti lattiero-caseari, dell’alcol e dei veicoli a motore americani.

L’allineamento su digitale e sicurezza

L’intesa include impegni rafforzati su norme di commercio digitale e misure di sicurezza economica congiunte.

La svolta tattica: i motivi del freno a mano

L’aggressiva politica doganale promossa da Trump nella sua seconda amministrazione ha subito battute d’arresto sia sul piano legale che su quello politico.

A inizio anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato gran parte dei dazi generalizzati imposti da Washington tramite i poteri d’emergenza, costringendo la Casa Bianca a cercare cavilli giuridici alternativi per mantenere la pressione sui partner commerciali.

L’impatto economico interno

La prospettiva di dazi al 50% avrebbe colpito beni di uso quotidiano — dal legname al settore automobilistico, fino ai beni di consumo —, scaricando i costi direttamente sui consumatori e sulle imprese statunitensi.

Il fattore elettorale

Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, un’impennata dell’inflazione derivante dalla guerra commerciale con il principale alleato storico avrebbe rappresentato un pesante boomerang politico per i Repubblicani.

Le reazioni a Ottawa e lo scenario futuro

Nonostante l’annuncio trionfale di Trump su Truth Social — “C’è un accordo!” —, il premier canadese Mark Carney ha mantenuto un profilo più cauto e pragmatico.

Carney ha confermato “progressi sostanziali”, ma ha ricordato che “resta del lavoro importante da portare a termine” prima della firma definitiva.

La sospensione dei dazi concede una finestra temporale tecnica per limare i cavilli legali.

Da un lato il mondo imprenditoriale e agricolo tirano un sospiro di sollievo per il pericolo sventato. Dall’altro la continua incertezza sui dazi e la forte instabilità nei rapporti transfrontalieri continuano a tenere in allerta gli investitori su entrambe le sponde del confine.

Leggi tutte le news di Esteri


Torna alle notizie in home