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Politica

La crisi si estende a Forza Italia. Gasparri verso le dimissioni. Al suo posto la Craxi

di Lino Sasso -


Scossoni in Forza Italia al Senato, dove il capogruppo Gasparri dovrebbe rassegnare a breve le dimissioni dopo una raccolta di firma per sostituirlo

Se la resa dei conti al governo è quella che fa più rumore di certo non è l’unica in atto. Dopo la sconfitta al referendum, a tirare le somme sono anche i partiti di maggioranza. E il risultato non è positivo. In particolare per quanto riguarda quello di via della Scrofa ma soprattutto per Forza Italia. La classe dirigente azzurra, da tempo e a fasi alterne sulla graticola, è di nuovo nel mirino. Questa volta specialmente al Senato, dove il capogruppo Maurizio Gasparri potrebbe capitolare oggi stesso. Non solo per l’esito referendario, ma comunque pochissimo dopo il voto, è iniziata la ribellione dei senatori forzisti. Il solito documento di raccolta firme per chiedere un cambio al vertice del gruppo parlamentare. A differenza di quanto accaduto in passato, questa volta però si è fatto molto meno rumore che in altre occasioni. I vertici azzurri, compresi il segretario Tajani, il suo stato maggiore e lo stesso Gasparri, hanno appreso la notizia da indiscrezioni stampa.

Gasparri verso le dimissioni

Motivo per il quale sotto accusa non è finita solo la mossa dei ‘sovversivi’ ma anche la modalità con la quale hanno ritenuto di tenere pubblica la manovra. Nonostante ciò, più passa il tempo più si fanno insistenti le voci di imminenti dimissioni di Gasparri. Anche perché il documento porterebbe le firme pure dei ministri Zangrillo e Casellati e del sottosegretario Barachini. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, il nuovo capogruppo al Senato sarà Stefania Craxi. E a questo punto anche Paolo Barelli alla Camera avrebbe poca possibilità di resistere al proprio posto. Perché appare quasi scontato che questa crepa in Forza Italia sia destinata a diventare una voragine. Questa volta sì. Tanto più se l’avvicendamento alla guida dei gruppi parlamentari dovesse avere, come pare, il benestare della ‘famiglia Berlusconi’, da tempo insoddisfatta dell’attuale guida del partito. Finora i vari tentativi di defenestrazione sono falliti o sono stati tempestivamente stoppati. La sensazione è che questa volta la storia potrebbe essere diversa. Soprattutto una volta che sarà saltata la prima testa, quella di Gasparri.


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