Gaza, al via la fase 2 del piano Usa. Continua l’emergenza umanitaria
Il cardinale Pizzaballa ha evidenziato tutte le incertezze del nuovo corso
L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha annunciato su X il lancio della fase 2 del piano in 20 punti per porre fine al conflitto di Gaza, “che passa dal cessate il fuoco alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione”. Gli Usa si aspettano che Hamas rispetti pienamente i suoi obblighi, tra cui l’immediata restituzione dell’ultimo ostaggio morto. “Se non lo fa, ci saranno conseguenze gravi”, ha avvertito Witkoff.
Il via libera delle fazioni palestinesi
La maggior parte delle fazioni palestinesi, tra cui Hamas e la Jihad islamica, e la presidenza dell’Autorità nazionale palestinese hanno espresso il loro sostegno al comitato tecnico palestinese chiamato a governare la Striscia di Gaza. Anche la presidenza palestinese con sede a Ramallah ha manifestato il proprio appoggio attraverso i canali ufficiali. La posizione resa nota “riflette quella del movimento Fatah, poiché il presidente Mahmud Abbas è anche il capo di Fatah”.
L’assenso egiziano
Il governo egiziano ha fatto sapere che è stata raggiunta un’intesa sui nomi. “Speriamo che in seguito a questo accordo venga annunciato presto il comitato” e che poi venga “avviato nella Striscia di Gaza per gestire la vita quotidiana e i servizi essenziali”, ha aggiunto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty.
L’emergenza continua
Almeno 100 bambini palestinesi sono stati uccisi dall’inizio del cessate il fuoco tre mesi fa. A fornire i numeri ai giornalisti a Ginevra, parlando da Gaza City, è stato James Elder, portavoce dell’Unicef.
I forti venti invernali hanno causato il crollo di alcuni muri sulle tende dei palestinesi sfollati, provocando la morte di quattro persone. A riferirlo sono state fonti ospedaliere. Tra le vittime si contano due donne, una ragazza e un uomo, secondo l’ospedale Shifa, il più grande di Gaza City.
Il monito del cardinale Pizzaballa
L’emergenza non è finita. A Gaza “non c’è più la guerra guerreggiata ma ci sono ancora i bombardamenti mirati. C’è più cibo di prima, ma mancano i medicinali. Si muore di freddo, ma si muore anche per mancanza di assistenza medica perché non ci sono gli antibiotici, non ci sono i medicamenti base. Insomma, per la popolazione le prospettive restano molto molto incerte”. A sottolinearlo ai media vaticani è stato il patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa. Pizzaballa ha sostenuto che “sarà molto difficile capire cosa potrà fare questo Board of Peace, e come funzionerà, e come le cose cambieranno. È ancora tutto molto incerto, c’è molto da fare, quello che è comunque chiaro è che la situazione resta di totale devastazione”.
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