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Politica

Il Cdm sui carburanti annuncia la grande manovra, Salvini apre il dibattito

Il capo della Lega lancia l'ipotesi di uno scostamento da 20 miliardi e torna sul "contributo" per banche ed energia

di Cristiana Flaminio -


Il governo alla grande manovra. Chi più ha, più dia. È quasi evangelico, Matteo Salvini. Che ieri ha rilasciato diverse dichiarazioni in un’intervista a Il Sussidiario. Tutte, però, vanno in un unico senso. Aprono, sostanzialmente, il dibattito sulla manovra che verrà. E per il povero Giancarlo Giorgetti saranno (davvero) dolori. La prossima legge di bilancio non potrà essere chissà quanto espansiva. Però c’è la flessibilità sull’energia e, soprattutto, ci son le elezioni e una campagna elettorale che è già partita. E mentre il governo annuncia per oggi alle 18 un nuovo consiglio dei ministri per intervenire sul caso accise e sul caro carburanti, Salvini rilancia un paio di temi che non son per niente peregrini. Primo, quello degli extraprofitti.

Il governo si riunisce stasera, aperto dibattito su manovra

Anzi, detta un po’ meglio e in ossequio a quanto proposto dal suo pari grado Antonio Tajani, “contributo”. Chi più ha, più dia. “Servono non alcuni milioni, ma alcuni miliardi e quindi un contributo delle banche e degli energetici ci dovrà essere”, ha spiegato. E ciò vale, ha detto Salvini, vale per le società energetiche e a maggior ragione per le banche. “I soldi non vanno estorti, vanno chiesti con un dialogo e un confronto, a chi i soldi li sta guadagnando in un periodo complicato per molti. I numeri dicono che dal 2022 al 2025 le banche italiane hanno fatto 160 miliardi di euro di utile”, ha detto. All’Abi, evidentemente, avranno fatto l’effetto delle unghie sulla lavagna.

Uno scostamento miliardario

Ma Salvini, su questo, è irremovibile: “In attesa che queste maledette guerre finiscano, per me uno scostamento di bilancio, che significa usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani, è un’ipotesi da prendere in considerazione”. A cominciare dai cantieri. Servono venti miliardi, “almeno” ha puntualizzato il vicepremier. L’Ance ha subito confermato. Fare presto, dicono i costruttori, o l’Italia dei cantieri si ferma. C’è il caro materiali, le guerre si pagano anche (se non soprattutto) così. E questo non è accettabile quando il Pnrr sta volgendo alla fine e, soprattutto, mentre si prepara tutto per aprire (“a ottobre”, ha assicurato Salvini) i lavori per il Ponte sullo Stretto.

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Intanto la soglia dei tre euro al litro è già stata superata

Agli italiani, però, rimane la paura delle bollette mentre ogni giorno si affrontano i rincari sui carburanti. La soglia dei tre euro al litro è già stata raggiunta e superata. Per il momento dal “supreme diesel”, un prodotto di alta fascia e per di più in autostrada. La paura è che sia la spia, l’avvisaglia di una nuova, ennesima, normalità. Stasera la riunione del consiglio dei ministri dovrà risolvere l’inghippo. Intanto si parla già di manovra.


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