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Esteri

Guanto di sfida di Streeting a Starmer: cosa accadrà?

Le dimissioni, la brusca accelerazione dello stallo del primo ministro

di Daniel Walker -

Wes Streeting lascia Downing Street


Il mondo politico britannico è scosso da quello che i media d’oltremanica definiscono già come il “regicidio politico” del decennio: Wes Streeting, il carismatico Segretario alla Salute, ha ufficialmente lanciato il guanto di sfida al primo ministro Keir Starmer, dimettendosi dal governo e innescando la crisi più profonda del Partito Laburista dalla sua ascesa al potere nel 2024.

L’analisi di quanto sta accadendo a Londra

La scintilla, la lettera di dimissioni di Wes Streeting che mette nell’angolo Starmer. La giornata è iniziata con la pubblicazione su X di una lettera al veleno di due pagine. Streeting ha dichiarato di aver “perso fiducia” nella leadership di Starmer. E ha scritto testualmente: “È ormai chiaro che non sarai tu a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni generali”.

Il casus belli immediato sono stati i risultati disastrosi delle elezioni locali e regionali della scorsa settimana.

Il Labour è crollato al terzo posto in Galles, ha registrato il peggior risultato di sempre in Scozia e ha perso centinaia di seggi a favore di Reform Uk in Inghilterra. Secondo le agenzie, un incontro faccia a faccia a Downing Street mercoledì mattina è durato appena 16 minuti, a testimonianza del gelo totale tra i due uomini.

Cosa è successo oggi a Westminster

La mossa di Streeting non è un gesto isolato, ma il culmine di una rivolta coordinata.

Un ammutinamento in corso. Oltre a Streeting, si sono già dimessi quattro sottosegretari (tra cui figure vicine al Segretario alla Salute come Jess Phillips).

La guerra dei numeri. Per innescare formalmente un “leadership contest”, Streeting ha bisogno del sostegno dell’81 parlamentari laburisti (il 20% del gruppo parlamentare). Mentre i suoi alleati sostengono di avere i numeri, Downing Street accusa Streeting di “mentire per esistere”, nel tentativo di convincere gli indecisi a saltare sul carro del vincitore.

Il ritorno di Angela Rayner. In una giornata già convulsa, l’ex vice-premier Angela Rayner è stata ufficialmente scagionata dall’HMRC (il fisco britannico) riguardo a una vecchia vicenda fiscale. È un evento chiave: ora la Rayner è libera di correre, e ha già fatto sapere al Guardian che Starmer dovrebbe “riflettere sulla sua posizione”.

Cosa si prevede: gli scenari

La situazione è fluida e viene descritta come una vera e propria “guerra civile” interna al Labour.

La resistenza di Starmer. Il primo ministro ha giurato di voler lottare, avvertendo che una sfida alla leadership farebbe piombare il Paese nel “caos” proprio mentre si discute il King’s Speech. Ha raccolto una lettera di sostegno da circa 100 parlamentari, ma molti denunciano di essere stati inseriti nella lista senza consenso.

L’ombra di Andy Burnham. Molti parlamentari della “Soft-Left” vorrebbero il sindaco di Manchester, Andy Burnham, a Downing Street. Tuttavia, Burnham non è un deputato. Gli alleati di Streeting stanno spingendo per un voto rapido proprio per escluderlo dalla corsa.

Il rischio mercati. Rachel Reeves, la Cancelliera dello Scacchiere, ha avvertito del rischio di un “momento Liz Truss” per i mercati obbligazionari britannici se l’instabilità politica dovesse perdurare.

Chi vince e chi perde?

Wes Streeting ha giocato il tutto per tutto. Se non raggiunge l’81esima firma entro stasera, la sua carriera politica potrebbe subire un colpo fatale.

Keir Starmer appare isolato. Anche se dovesse sopravvivere alla sfida formale, la sua autorità è ormai compromessa dai sindacati laburisti, che hanno ufficialmente ritirato il loro appoggio questa mattina.


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