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Esteri

L’Mba in fuga da Trump

Harvard avrebbe avviato colloqui preliminari con alcune istituzioni europee di primo piano

di Ernesto Ferrante -


Per la prima volta nei suoi oltre cento anni di storia, la Harvard Business School ha valutato l’ipotesi di portare il suo celebre Mba fuori dagli Stati Uniti, esplorando possibili sedi in Europa e Canada. A rivelarlo è il Financial Times, che ha collegato direttamente queste riflessioni alle pressioni esercitate dall’amministrazione di Donald Trump sul mondo accademico americano che, negli ultimi due anni, hanno assunto forme sempre più aggressive, dal tentativo di limitare i visti per gli studenti internazionali fino al congelamento di miliardi di dollari in finanziamenti federali destinati alla ricerca universitaria.

Una mossa per tutelare gli studenti stranieri

Secondo fonti citate dal quotidiano britannico, Harvard avrebbe avviato colloqui preliminari con alcune istituzioni europee di primo piano, come la Nova School of Business and Economics in Portogallo, l’Imd in Svizzera, la London Business School e l‘Università di Toronto. Un ventaglio di interlocutori che segnala quanto seriamente l’ateneo abbia considerato l’idea di una “diaspora accademica” per proteggere la propria comunità internazionale dall’incertezza normativa americana.

Gli attriti tra Harvard e Trump

La radice del problema è nota. Dal 2025, la Casa Bianca ha ingaggiato un braccio di ferro con Harvard, accusandola di non rispettare direttive federali e di non contrastare adeguatamente l’antisemitismo nei campus. L’amministrazione ha tentato di revocare la certificazione che consente all’università di sponsorizzare visti per studenti stranieri, arrivando a bloccare l’accesso ai fondi di ricerca e a minacciare la revoca dello status di ente non profit. La risposta di Harvard è stata altrettanto dura. Una serie di cause legali hanno portato, nel 2025, a una sentenza favorevole all’Università, con un giudice federale che ha definito le misure del tycoon “un attacco ideologico”.

La conferma dei vertici

In questo clima, l’idea di trasferire temporaneamente il Mba all’estero non è apparsa più come un tabù. La Business School ha confermato al Financial Times che le discussioni risalgono a un anno fa, quando l’incertezza sui visti aveva raggiunto il suo apice. “Fortunatamente, non si è concretizzato nulla e non ci sono ulteriori esplorazioni in corso”, ha dichiarato un portavoce. Ma un membro del board dell’università ha recentemente ammesso che, in linea generale, si stanno “orientando” verso la possibilità di aprire alcune sedi fuori dagli Stati Uniti.

Il clima rimane teso

Il contesto politico resta incandescente. Trump ha più volte rilanciato lo scontro, arrivando nel 2026 a chiedere un pagamento da un miliardo di dollari per chiudere la disputa con Harvard, accusata di “comportarsi molto male”. Una richiesta che ha fatto naufragare anche tentativi di accordo precedenti, come la proposta di destinare 500 milioni alla creazione di scuole professionali.

L’esportazione del corso romperebbe una tradizione secolare, perché si è sempre tenuto nel campus di Boston. Eppure, la necessità di garantire continuità agli studenti internazionali ha reso possibile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile.

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