Hormuz, Crosetto: “40 Paesi pronti a garantire la sicurezza”. L’Italia prepara due cacciamine
Il governo italiano accelera sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato il quadro delle operazioni internazionali in preparazione per Hormuz, sottolineando la volontà condivisa di riportare stabilità e sicurezza nell’area. “L’obiettivo condiviso resta quello di favorire, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità della navigazione marittima nell’area di Hormuz”, ha dichiarato il ministro. Secondo Crosetto, sono attualmente 40 i Paesi che stanno valutando di contribuire alle future operazioni per rendere nuovamente percorribile lo stretto non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno.
Le iniziative prese dagli altri Paesi
Di questi, 24 hanno già manifestato una disponibilità di massima a mettere a disposizione assetti altamente specializzati, in particolare per la bonifica delle mine marine presenti nell’area. Il ministro ha spiegato che la localizzazione e il numero degli ordigni non sono ancora noti con precisione. Tra i Paesi che hanno già confermato il proprio sostegno operativo figurano Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Norvegia, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Il Belgio contribuirà con due cacciamine, mentre Estonia e Germania metteranno a disposizione ulteriori unità specializzate. Finlandia, Lettonia, Lituania e Paesi Bassi forniranno personale esperto nelle attività subacquee. La Francia ha già preposizionato nel Mar Rosso due fregate e unità cacciamine insieme alla propria portaerei, mentre il Regno Unito schiererà un cacciatorpediniere, navi di supporto e mezzi per la bonifica marina. Anche la Spagna parteciperà con una fregata e un cacciamine già operativi nell’area.
Crosetto e l’impegno italiano per la sicurezza di Hormuz
Sul fronte italiano, Crosetto ha annunciato una prima misura. “Stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicino allo Stretto, inizialmente nel Mediterraneo Orientale e successivamente nel Mar Rosso”, ha spiegato. Le attività rientreranno nelle missioni già operative “Mediterraneo Sicuro” e “Aspides”, all’interno del quadro autorizzativo delle missioni internazionali italiane. Il ministro ha però chiarito che un eventuale intervento operativo italiano sarà subordinato a precise condizioni politiche e diplomatiche. L’Italia agirà soltanto “fatte salve le decisioni del Parlamento” e in presenza di “una tregua vera, credibile e stabile, meglio ancora se una pace definitiva”, nel rispetto della cornice giuridica internazionale e con il consenso delle parti coinvolte. L’obiettivo, ha concluso Crosetto, è prepararsi oggi per poter intervenire domani qualora le condizioni lo permettano, evitando nuovi rischi per la sicurezza marittima globale e per le rotte energetiche internazionali.
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