Hormuz e Iran, Donald Trump rilancia
Ma gli analisti militari Usa ricordano che lo stretto rimane un'area geograficamente complessa e altamente contesa, dove una presenza navale non equivale ad un controllo territoriale assoluto
Donald Trump rilancia su Hormuz e sul conflitto con l’Iran. Lo fa in un’intervista radiofonica destinata a far discutere sia per la portata delle affermazioni geopolitiche sia per la clamorosa rilevanza politica personale. Il presidente Usa è intervenuto ai microfoni del programma dell’emittente newyorchese Wabc condotto dal suo ex legale personale e “fixer”, Michael Cohen.
Hormuz, Trump rilancia
Le dichiarazioni sull’Iran e lo Stretto di Hormuz
Nel corso dell’intervento, il presidente americano ha rivendicato con toni perentori i risultati delle recenti azioni strategiche intraprese dagli Stati Uniti nel Medio Oriente, affrontando direttamente il nodo della sicurezza marittima e dell’approvvigionamento energetico.
L’attacco a Teheran
Trump ha ribadito con forza l’efficacia dell’operazione militare statunitense contro la Repubblica Islamica, arrivando ad affermare: “Abbiamo spazzato via l’Iran”.
Il controllo delle rotte commerciali
Sulla situazione dello Stretto di Hormuz — snodo fondamentale per il commercio mondiale di petrolio —, il tycoon ha dichiarato che gli Stati Uniti “controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e presto ne avranno il pieno controllo”.
Dagli Usa: le reazioni e il contesto dell’intervista
La stampa americana e i media d’oltreoceano hanno evidenziato la doppia valenza di questa apparizione mediatica.
Il clamoroso riavvicinamento politico
I commentatori statunitensi hanno sottolineato il valore simbolico della pace fatta in diretta radiofonica. Cohen, che per anni è stato uno dei più fieri accusatori pubblici di Trump dopo la rottura del loro sodalizio professionale, ha accolto il Presidente in un clima disteso e conciliante.
Lo scetticismo degli analisti di difesa
Le affermazioni sul “pieno controllo” dello Stretto di Hormuz hanno raccolto cautela e scetticismo tra gli esperti di sicurezza nazionale a Washington. La presenza della US Navy nella regione rimane imponente per garantire la libertà di navigazione. Ma gli analisti militari Usa ricordano che lo stretto rimane un’area geograficamente complessa e altamente contesa, dove una presenza navale non equivale ad un controllo territoriale assoluto.
I riflessi sui mercati energetici
Le parole di Trump arrivano in un momento di estrema volatilità dei prezzi del greggio, con gli operatori di Wall Street che monitorano con attenzione ogni segnale di escalation o di stabilizzazione nell’area del Golfo Persico.
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