Mps al contrattacco: la mossa per resistere a Intesa Sanpaolo
La banca senese delibera di lanciare due offerte pubbliche di scambio parallele per acquisire il 100% delle azioni di Banco Bpm e Banca Generali
Mps passa al contrattacco nel grande risiko bancario italiano. Per tutelarsi dall’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo, il Cda della banca senese traccia una maxi-operazione difensiva e di crescita. E delibera di lanciare due offerte pubbliche di scambio parallele per acquisire il 100% delle azioni di Banco Bpm e Banca Generali.
Il contrattacco di Mps
L’intera operazione, dal valore complessivo di 34 miliardi di euro, verrà condotta interamente tramite scambio azionario (senza esborso di cassa) e mira alla creazione di un nuovo polo finanziario nazionale con oltre 810 miliardi di euro di masse gestite.
Che cos’è questa “manovra” e perché interviene la passivity rule
Nel gergo dei mercati, questa manovra è una classica “pillola al veleno”. Mps risponde al tentativo di acquisizione da parte di Intesa cercando a sua volta di comprare altri due gruppi. Diventando un colosso molto più grande e complesso, Mps rende estremamente più difficile e costosa la propria scalata da parte del rivale.
In questo scenario si inserisce la passivity rule. E’ una norma di legge che vieta ai vertici di una società sotto scalata di realizzare manovre difensive senza prima aver ottenuto il consenso esplicito dei propri proprietari.
Per questo motivo, Mps ha convocato ufficialmente l’assemblea degli azionisti per il 29 ottobre, chiamata a votare e dare il via libera definitivo alla doppia offerta.
I numeri e le cifre dell’offerta
Le due offerte sono interamente carta contro carta e prevedono il concambio di azioni MPS con quelle dei due target.
L’offerta su Banco Bpm, valutata 25,3 miliardi di euro (verranno offerte 1,567 azioni MPS per ogni azione Banco Bpm).
L’offerta su Banca Generali, valutata 8,72 miliardi di euro (verranno offerte 6,958 azioni Mps per ogni azione Banca Generali).
L’obiettivo minimo
L’operazione andrà a buon fine solo se aderirà almeno il 50% più una azione del capitale di ciascun istituto target, oltre all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni della Bce e dell’Antitrust.
Risparmi e guadagni
Il nuovo gruppo stima benefici per 2,6 miliardi di euro all’anno a regime, un dato che include circa 800 milioni di euro derivanti dalle sinergie con l’integrazione di Mediobanca.
Il calendario e le prospettive industriali
Se i soci daranno il via libera nell’assemblea di fine ottobre, la banca stima di concludere la doppia fusione entro la metà di febbraio 2027.
L’obiettivo dichiarato dalla dirigenza senese è quello di dare vita a un “campione nazionale” più resiliente e competitivo nei settori del credito, dei servizi d’investimento e della gestione del risparmio. Un “gigante” in grado di sostenere l’economia reale e bilanciare i rapporti di forza nell’intero sistema bancario italiano.
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