I romani esposti allo stress da afa per 100 giorni all’anno
Anche quando i telegiornali non parlano di allerta o di anticicloni africani dalle temperature record, il nostro corpo percepisce comunque un caldo soffocante a causa del mix micidiale tra termometro alto e umidità alle stelle
L’estate dei romani nella Capitale è sempre più un’impresa da bollino rosso, e ora c’è la conferma della scienza per lo stress da afa.
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Il caldo a Roma
Nella Capitale non si soffre il caldo solo durante le canoniche e super pubblicizzate ondate di calore estive. I romani si trovano a fare i conti con un vero e proprio “disagio da afa” all’aperto per oltre cento giorni all’anno. In pratica, per più di tre mesi all’anno, fare una semplice passeggiata per il centro o aspettare l’autobus si trasforma in un bagno di sudore.
A svelarlo è un nuovo studio super dettagliato pubblicato sulla rivista Atmosphere e condotto dagli esperti di Enea, insieme alla Sapienza Università di Roma e a Serco Italia.
I ricercatori hanno analizzato i dati meteo romani tra maggio e settembre dal 2018 al 2023.
Il risultato per i romani? Stress da afa
Anche quando i telegiornali non parlano di emergenza o di anticicloni africani dalle temperature record, il nostro corpo percepisce comunque un caldo soffocante a causa del mix micidiale tra termometro alto e umidità alle stelle.
I dati raccolti dalle centraline del Collegio Romano e di via Boncompagni fotografano una situazione bollente. Il triennio più recente è stato il peggiore in assoluto.
Nel 2022 la colonnina di mercurio ha toccato la temperatura record di 40,5 °C, mentre nel 2023 le notti romane sono rimaste roventi, con minime che non sono scese sotto i 28 °C.
L’esempio più clamoroso è stato il 2019. Quell’anno non c’è stata nemmeno un’ondata di calore estrema, eppure i cittadini hanno dovuto sopportare ben 99 giorni di stress termico e disagio sul proprio corpo.
Ecco come reagisce il corpo umano
Mentre le classiche ondate di calore durano in media una ventina di giorni, i periodi di malessere fisico legati al clima possono durare fino a due mesi consecutivi. Gli scienziati spiegano che per capire quanto soffriamo il caldo non basta guardare la semplice temperatura dell’aria.
Bisogna calcolare la percezione reale del corpo umano, usando scale di valore che misurano il comfort all’aperto. Diventa quindi fondamentale cambiare il modo di lanciare gli allarmi meteo in Italia, un Paese dove l’età media della popolazione è alta e dove le città di pietra e cemento amplificano l’effetto termosifone.
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