Il centro sinistra vuole il Quirinale, più di ogni altra cosa
Se c’è un legame che unisce il cosiddetto campo largo più di tutti (al pari del solito desueto antifascismo) è voler sbarrare al centrodestra la corsa al Colle. Perché si sa, va bene tutto – persino che la Meloni diventi la prima donna (di destra, pensate un po’) presidente del Consiglio – ma chi può andare al Quirinale lo decide il centrosinistra. Perché, si sa, soltanto chi non è di centrodestra è il sacro custode della sacra democrazia e in quanto tale deve impedire ad ogni costo che il prossimo Presidente della Repubblica sia espressione del centrodestra.
Perché si sa, se così fosse, sarebbe l’anticamera della dittatura. Non è un caso infatti che nella landa desolata delle opposizioni dove impera il “poche idee ma confuse” siano improvvisamente tutti d’accordo sull’impedire a tutti i costi la scalata della Meloni al Quirinale. Che detta così, la dice lunga su quanto questi sinistri signori siano terrorizzati. Al di là del fatto che la premier non ambisce al Colle ma a bissare l’esperienza di governo, semmai. Però un fatto è vero: la leader del centrodestra ha detto che “si potrebbe superare questo altro grande tabù.
Chi non è di sinistra non è figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti e quindi può legittimamente puntare anche al Colle più alto”. Tanto è bastato per scatenare – oltre al riflesso pavloviano dei compagni – anche il solito Renzi, che con la scusa del “sbarriamo alla Meloni la strada per il Quirinale” sta sostanzialmente tornando alla carica per farsi mettere in coalizione dai vari Conte e Schlein (altrimenti niente più Parlamento per lui).
Ma il punto, guardando per un attimo oltre la realpolitik, è un altro: perché il centrosinistra vuole il Quirinale? Vi ricordate Scalfaro e poi Napolitano contro i governi Berlusconi? Ecco: i compagni questo vogliono. Che l’arbitro, in questo grande gioco della democrazia, sia della loro stessa squadra. Niente di più (si fa per dire).
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