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Attualità

Il crollo del prezzo dell’oro, perché scende in picchiata

di Cristiana Flaminio -


Un crollo così, il prezzo dell’oro, non lo subiva da quarantatré anni. Dopo la forsennata corsa alla rivalutazione, che lo aveva portato a macinare record su record, adesso il biondo metallo scende al livello più basso di quest’anno. Bruciando, in buona sostanza, tutti i guadagni messi in cascina dall’inizio del 2026 a oggi. Quando in Italia erano le 6.33, l’oro aveva registrato un valore pari a 4.226,16 dollari l’oncia. Era dall’11 dicembre scorso che non veniva via a un prezzo così basso. Eppure il mondo è in fiamme: che succede?

Il crollo del prezzo dell’oro

Non è una sorpresa. La vicenda mediorientale ha riportato in auge le quotazioni del dollaro. La moneta americana si è rivalutata, e molto, rispetto agli ultimi mesi. Basti pensare al rapporto con l’euro. La temuta quota 1,20 dollari a euro è un ricordo un po’ più lontano. Adesso il cambio si è stabilizzato attorno all’1,15 dollari per euro. Ciò, insieme alle decisioni della Fed di bloccare i tagli del costo del denaro, ha rafforzato le credenziali dei bigliettoni. E perciò il prezzo dell’oro subisce un crollo dal momento che non sembra esserci eccessiva necessità di procurarsi beni in grado di difendere dall’inflazione i capitali.

Il mondo resta in fiamme

Il calo del prezzo dell’oro è solo quello più visibile. Pure gli altri metalli preziosi, a cominciare dall’argento, hanno iniziato a perdere quota. Lo spot è sceso dell’8,9% a 61,76 dollari l’oncia. Stesso destino è toccato al platino che ha perso il 9% attestandosi a 1.749,31 dollari. Intendiamoci, rimangono quotazioni importanti. È il trend a giustificare l’interesse dei mercati. E a tentare di dare spiegazioni alle nuove scelte dei mercati che contribuiscono a formare i prezzi. L’oro rimane rivalutato ma il dollaro, ora un po’ più forte, spinge a quote più normali il biondo metallo.


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