Il penis gate mette in agitazione il salto con gli sci
Il caso sui giornali internazionali: come funziona lo strano doping delle tute
Le Olimpiadi invernali non sono nemmeno iniziate e sui giornali internazionali già scoppia il penis gate. A quanto pare, secondo quanto riportano la Bild e il Guardian, c’è uno scandalo vagamente sexy nel mondo del salto con gli sci. Maschile, va da sé. A quanto pare ci sarebbero degli atleti che si “allungherebbero” il pene iniettandosi dell’acido ialuronico. E non per far colpo su chissà chi. Ma per “allungare” (insieme al fido compagno di avventure) le tute di cui vestono per salire in pedana. La ragione è tutta nell’aerodinamica e nella fisica. Se la tuta è più lunga, si “vola” di più. E le prestazioni, naturalmente, ne risentono in positivo.
Il penis-gate fa impazzire il mondo
A quanto pare si tratta di una vicenda che dura da diversi anni. L’arte di gonfiarsi il pacco per volare meglio sugli sci sarebbe stata “inventata” dai norvegesi. Tutto iniziò cucendo del materiale extra nelle parti basse della tuta. Un po’ come facevano i tamarri al mare, tanti anni fa, forzando gli slippini con manciate su manciate di cotone. Ma la Wada, l’agenzia anti doping internazionale, ha deciso di volerci veder chiaro. E non tollererà alcun escamotage. La guerra al penis gate è iniziata
I controlli e le nuove tute
Le regole proprio per dribblare i furbetti del penis gate sono cambiate. Le tute saranno di dimensioni predefinite. Perché bastano pochi centimetri in più per agevolare l’aerodinamicità e guadagnare diversi metri nel volo. Ma, oltre ai controlli effettuati da ben due commissari di gara prima di ogni sessione di salto, ci saranno pure i microchip che dovranno valutare l’estensione e la liceità dell’abbigliamento tecnico alle regole internazionali. Le verifiche si avvarranno, a quanto pare, pure delle elaborazioni in 3D delle dimensioni degli atleti.
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