L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

La partita in Forza Italia è tutt’altro che chiusa

di Giuseppe Ariola -


A ben guardare le recenti novità che hanno investito i gruppi parlamentari azzurri, tra la vecchia e la nuova guardia si registra un sostanziale pareggio. I nuovi capogruppo di Forza Italia – Stefania Craxi al Senato ed Enrico Costa alla Camera – non sono infatti espressione di quella sacca di dissidenza che si è formata contro il segretario del partito. Proprio fonti vicine a Tajani ci tengono a rimarcarlo, pur consapevoli che potrebbero esserci altri movimenti negli assetti del gruppo a Montecitorio. In ballo ci sono gli incarichi di vicepresidente vicario, quello di portavoce e quello di tesoriere. I primi due sono nelle mani di Raffaele Nevi che potrebbe trovarsi a dover lasciare il posto di vicario del neo eletto Costa a Patrizia Marrocco. La tesoreria, attualmente affidata a Stefano Benigni, potrebbe finire invece nelle mani di un altro lombardo, Fabrizio Sala.

Le questioni ancora aperte

Sono queste le questioni rimaste in sospeso e che dovrebbero essere sciolte la prossima settimana. Non mancano però fonti parlamentari azzurre propense a ritenere che tutto resti com’è. Il nodo non è stato sciolto nell’incontro di ieri, pare non andato benissimo, tra Antonio Tajani e Giorgio Mulè, vicino ai Berlusconi e identificato come il volto della corrente dei dissidenti. C’è chi ancora li identifica come minoranza interna, definizione che i numeri però smentiscono. Il nulla di fatto registrato finora per qualcuno sarebbe il segnale della determinazione del segretario a non cedere oltre, dopo il compromesso che ha portato Costa alla guida del gruppo. Compromesso che vedrà anche l’uscente Barelli mantenere le attuali stanze destinate alla presidenza.

Enrico Costa trasloca nella ‘stanza Brunetta’

Di conseguenza, dopo anni, sarà ‘profondata’ quella che negli ambienti di Forza Italia è nota come la ‘stanza Brunetta’, fino a ieri adibita a sala riunioni, dove traslocherà Enrico Costa. L’ampio ufficio è stato per anni la sede della presidenza del gruppo. Da lì sono transitati, Elio Vito, Fabrizio Cicchitto e, per l’appunto, Renato Brunetta, che ha mantenuto la stanza anche dopo l’avvicendamento con Maria Stella Gelmini la quale nel 2018 ha fatto questa gentile concessione al suo predecessore. Da allora gli uffici della presidenza sono stati spostati dalla parte opposta del lungo corridoio che ospita il gruppo. E lì sono rimasti fino ad oggi. Paolo Barelli mantiene quindi le sue stanze in attesa che ne arrivino di nuove altrove.

L’ex capogruppo di Forza Italia alla Camera verso il governo

L’ipotesi di un suo incarico di governo ai Rapporti con il Parlamento, ruolo compatibile con la presidenza di Federnuoto, sembra infatti prendere quota. Nonostante come sottosegretario di quel ministero ci sia già un’altra azzurra, Matilde Siracusano. La possibilità che sia lei a traslocare altrove appare nulla, assicurano fonti ben informate che escludono un suo passo indietro per far posto al collega Barelli. Si va, dunque, verso la coabitazione, con gli uffici di Palazzo Chigi che studiano la possibilità che un ministero di diretta emanazione della Presidenza del Consiglio possa prevedere un viceministro. Circostanza, qualora non vietata, di certo insolita, si tratterebbe di un unicum assicurano i tecnici. Si lavorerebbe quindi alla ricerca di una soluzione per favorire le richieste avanzate dal vicepremier Tajani che, dopo aver ceduto sul fronte del gruppo, vuole rimarcare il proprio ruolo da segretario del partito. Soprattutto nell’interlocuzione con Giorgia Meloni.


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