Il QS World University Rankings by Subject 2026 premia sei atenei italiani tra i migliori al mondo
Ogni anno le classifiche internazionali rielaborano importanti statistiche sui dati dell’istruzione superiore nel mondo e quella pubblicata il 25 marzo 2026 da Qs Quacquarelli Symonds non fa eccezione alcuna.
La sedicesima edizione del World University Rankings by Subject restituisce all’Italia un bilancio complessivamente positivo con: sessanta università presenti, 769 collocamenti nelle singole discipline, e un posizionamento che colloca il nostro Paese al settimo posto globale per rappresentanza accademica, terzo nell’Unione Europea.
La Sapienza: sei anni al vertice del mondo
Il risultato più atteso è stato anche il più confermato. La Sapienza Università di Roma conquista per il sesto anno consecutivo il primo posto assoluto nella classifica mondiale di Classics & Ancient History, ovvero gli studi classici e la storia antica. Si tratta dell’unico primato globale detenuto da un ateneo italiano in qualsiasi disciplina, e il suo perdurare nel tempo testimonia totalmente una solidità scientifica che va ben oltre il singolo anno.
Ma il 2026 porta anche una novità di rilievo: per la prima volta nella storia delle classifiche QS, un’università italiana conquista tre posizioni nella top 10 mondiale con discipline distinte. Accanto al primo posto in Classics, la Sapienza ottiene infatti il settimo posto in Archeologia e, soprattutto, scala dalla diciottesima alla settima posizione mondiale in Storia dell’Arte, un balzo di ben undici gradini in una sola edizione.
La rettrice Antonella Polimeni ha commentato con evidente soddisfazione i risultati sottolineando come rappresentino la concretizzazione quotidiana dell’evidente e tangibile impegno di docenti, ricercatori e del personale tutto, capaci di proiettare un patrimonio culturale millenario verso la ricerca internazionale contemporanea.
Il Politecnico di Milano entra nella storia
Sul versante delle classifiche generali, la notizia più attesa del 2026 porta il sigillo del Politecnico di Milano. Per la prima volta in assoluto, un ateneo italiano entra nella top 100 del QS World University Rankings, la graduatoria complessiva che valuta oltre 8.400 università distribuite in 106 Paesi: il Politecnico si attesta al 98° posto, entrando così nel sei per cento dei migliori atenei al mondo.
Il traguardo è il risultato di un percorso decennale: dal 187° posto del 2016, l’ateneo milanese ha scalato 89 posizioni in dieci anni, di cui 41 soltanto negli ultimi tre. La rettrice Donatella Sciuto ha definito il risultato una grande svolta per l’istruzione superiore italiana, paragonabile a quella degli altri Paesi del G7 che già figuravano stabilmente in questa fascia d’élite. Sul piano disciplinare, i numeri sono altrettanto incisivi: sesto posto mondiale in Architettura e Ambiente Costruito, settimo in Design, ventesimo in Ingegneria e Tecnologia, trentaduesimo in Data Science e Intelligenza Artificiale.
Bocconi e Luiss: eccellenze nelle scienze sociali
L’ateneo è presente in 26 dei 55 ambiti considerati dalla classifica, con dieci soggetti nella top 50 mondiale.
L’Università Bocconi di Milano consolida la sua reputazione internazionale nelle discipline economiche, manageriali e sociali. Nell’edizione di quest’anno, l’ateneo milanese si colloca al nono posto mondiale in Marketing e al decimo in Economia e Management, confermando una presenza dell’élite globale che non conosce rivali nel panorama nazionale per questi settori.
La Luiss Guido Carli di Roma si distingue invece nelle Scienze Politiche e negli Studi Internazionali, con il 23° posto mondiale, miglior risultato tra gli atenei italiani in questa disciplina strategica.
L’Italia terza in Europa per numero di atenei classificati
Nel confronto europeo, il sistema universitario italiano occupa una posizione di tutto rispetto. Il Paese è terzo nell’Unione Europea per numero di università presenti nella classifica, alle spalle solo di Francia e Germania, ma sale al secondo posto a livello continentale per numero totale di presenze nelle singole discipline. A livello globale, l’Italia è il settimo Paese più rappresentato.
Nella top 10 mondiale per singola materia, il tricolore compare con cinque posizioni tra Sapienza, Politecnico e Bocconi, cui si aggiunge la Scuola Normale Superiore di Pisa, decima in Classics. Sul podio globale della classifica generale rimane saldamente il Massachusetts Institute of Technology (Mit), primo per il quattordicesimo anno consecutivo, davanti a Imperial College London e Stanford University.
Le sfide ancora da affrontare
L’agenzia Qs non manca di segnalare neanche le contraddizioni strutturali che persistono inevitabilmente nel sistema universitario italiano. Nonostante le eccellenze , restano purtroppo evidenti le difficoltà nel trattenere i talenti, nell’attrarre ricercatori internazionali e nel garantire continuità di finanziamento alla ricerca.
La sfida da vincere per i prossimi anni non sarà dimostrare di possedere punte di qualità, ma riuscire a rendere quella qualità più diffusa, maggiormente stabile e decisamente competitiva su scala interamente globale.
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