Intervista al senatore Francesco Silvestro che dice la sua sulla spinosa situazione campana
In casa Forza Italia è un periodo intenso tra il nodo dei congressi regionali e la necessità di stabilità interna al fine di affrontare al meglio le elezioni politiche del prossimo anno. Tra le questioni più incandescenti c’è la Campania, dove negli ultimi giorni è spuntato un documento politico, firmato da quattro parlamentari azzurri e tre consiglieri regionali. Tra loro anche il senatore Francesco Silvestro che in questa intervista al nostro quotidiano dice la sua sulla spinosa situazione campana.
Senatore Silvestro, partiamo da una riflessione per far capire cosa sta accadendo in Forza Italia Campania. Come valuta innanzitutto la gestione di FI, guidata dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello?
“Guardi, io credo che Forza Italia in Campania abbia una grande responsabilità: rappresentare una vasta area moderata, liberale, popolare e riformista che nella nostra Regione esiste ed è molto più ampia di quanto spesso si immagini. Negli ultimi anni il partito ha ottenuto risultati importanti, e questo va riconosciuto. Il lavoro fatto sui territori, anche grazie all’impegno di tanti dirigenti, amministratori e militanti, ha consentito a Forza Italia di tornare competitiva e riconoscibile. Detto questo, proprio perché oggi Forza Italia ha davanti a sé una grande opportunità, credo sia necessario fare un salto di qualità. Serve una gestione più collegiale, più aperta, più capace di coinvolgere tutte le energie presenti nel partito. Non è una questione personale nei confronti di Fulvio Martusciello, ma una questione politica e organizzativa. Quando un partito cresce, deve saper accompagnare quella crescita con strumenti adeguati: più confronto, più partecipazione, più ascolto dei territori, più valorizzazione degli amministratori locali. In Campania abbiamo tante personalità, tanti eletti, tanti sindaci, consiglieri comunali e dirigenti che possono dare un contributo importante. Bisogna metterli nelle condizioni di farlo”.
Insieme all’onorevole Annarita Patriarca, al senatore Raffaele De Rosa, all’onorevole Pino Bicchielli e ai consiglieri regionali Livio Petitto, Assunta Panico e Angela Parente, ha sottoscritto un documento politico molto duro. Che cosa c’è scritto e a chi è indirizzato?
“Il documento è un atto politico chiaro, ma non nasce con l’intenzione di dividere. Nasce, al contrario, dalla volontà di rafforzare Forza Italia in Campania. Abbiamo posto un tema semplice: il partito deve essere più collegiale, più partecipato, più radicato nei territori. Abbiamo chiesto che le scelte politiche e organizzative non siano percepite come decisioni calate dall’alto, ma come il risultato di un confronto vero con chi rappresenta Forza Italia nelle istituzioni, nei Comuni, nelle province e nelle comunità locali. Il documento è indirizzato alla classe dirigente nazionale del partito, a partire dal nostro segretario Antonio Tajani, perché riteniamo che la Campania sia una Regione strategica. Non possiamo permetterci di disperdere un patrimonio politico ed elettorale che in questi anni è cresciuto. Non è un documento contro qualcuno. È un documento per Forza Italia. Per renderla più forte e capace di parlare ai cittadini campani”.
Non crede che questo atto rischi di spaccare il partito? Qual è la soluzione, a suo giudizio, per tornare alla pace politica?
“Il rischio di spaccatura non nasce dal confronto. Al contrario, spesso le divisioni nascono proprio quando il confronto manca. Un partito vero non deve avere paura delle opinioni diverse, se queste vengono espresse con senso di responsabilità e con l’obiettivo di costruire. Noi non vogliamo dividere Forza Italia. Vogliamo renderla più forte. In questi anni, da senatore, da segretario provinciale di Forza Italia a Napoli, ma soprattutto da semplice militante, mi sono speso tantissimo per la crescita del partito. L’ho fatto incontrando amministratori, cittadini, professionisti, giovani e realtà civiche. L’ho fatto perché ho sempre inteso Forza Italia come una grande famiglia politica, una casa comune nella quale ciascuno deve sentirsi parte di un progetto. Proprio per questo credo che oggi ci sia bisogno di aprire una fase nuova, fondata su confronto, partecipazione e rispetto del lavoro svolto da chi è presente ogni giorno nelle comunità. La pace politica non si costruisce facendo finta che i problemi non esistano. Si costruisce affrontandoli con lealtà. Forza Italia in Campania ha bisogno di unità, ma l’unità non può essere soltanto una parola: deve diventare un metodo di lavoro. Se tutti vengono messi nelle condizioni di contribuire, il partito ne esce più forte”.
Ha avuto modo di sentire Tajani? Cosa pensa Lei, più in generale, del suo operato alla guida di Forza Italia?
“Con il nostro segretario nazionale c’è un rapporto di grande rispetto e fiducia. Antonio Tajani sta guidando Forza Italia in una fase delicata e importante, con equilibrio, autorevolezza e senso delle istituzioni. Dopo la scomparsa del Presidente Berlusconi, molti immaginavano che Forza Italia potesse indebolirsi. Invece, grazie anche alla guida di Tajani, il partito ha dimostrato di avere radici solide, una classe dirigente seria e una funzione politica ancora fondamentale. Tajani ha dato a Forza Italia una linea chiara, che parla a tanti italiani che non si riconoscono nella politica urlata e che cercano serietà, stabilità e concretezza. Io credo che il suo operato sia molto positivo. Naturalmente, come in ogni grande partito, ci sono questioni territoriali che vanno affrontate. Ma proprio per questo abbiamo fiducia nella sua capacità di ascoltare e trovare soluzioni utili alla crescita di Forza Italia”.
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