“Io anti Meloni?”: Silvia Salis ci pensa
La sindaca di Genova sceglie Bloomberg per dichiararsi disponibile a guidare la prossima sfida delle Politiche al centrodestra
“Io anti Meloni?”, la sindaca Silvia Salis rompe gli indugi. In un’intervista rilasciata a Bloomberg, la prima cittadina della Lanterna ha aperto alla possibilità di una candidatura a leader nazionale del campo largo, posizionandosi come il naturale contrappeso politico alla premier Giorgia Meloni. Una dichiarazione che segna un punto di svolta nel centrosinistra. Se non interverranno suoi “distinguo”, ripensamenti o precisazioni, nello stile finora abitualmente cauto delle sue risposte sul tema.
“Io anti Meloni?”
“Io anti-Meloni? Di fronte a una richiesta unificante non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia”: con queste parole, la sindaca di Genova Silvia Salis agita le acque del panorama politico italiano.
In qualche modo, considerata la frammentazione attuale del centrosinistra o campo largo che si voglia definire, spiazza innanzitutto le attuali opposizioni al governo Meloni.
Eletta nel maggio 2025 come figura di sintesi di una coalizione progressista, Salis ha puntato a trasformare l’amministrazione locale in una vetrina nazionale, utilizzando un linguaggio pragmatico ma fortemente identitario.
Il percorso: dalla società civile alla guida della “Superba”
Ex campionessa di atletica e dirigente sportiva, Silvia Salis è arrivata a Palazzo Tursi vincendo la sfida elettorale dopo l’era Bucci e ora si dice pronta a diventare “anti Meloni”.
Le precedenti posizioni
Non è la prima volta che il nome di Salis viene accostato alla leadership del “campo largo”. Tuttavia, in passato e finora, la sindaca era stata più cauta. Solo pochi mesi fa, intervenendo sul tema delle primarie, aveva espresso una visione netta.
Contraria alle primarie “distruttive”, Salis ha spesso definito le primarie come uno strumento che rischia di logorare i leader anziché rafforzarli, preferendo una convergenza politica basata sui programmi.
E fino a poco tempo fa, la sua risposta standard era centrata sul mandato ricevuto dai genovesi: “Il mio posto è qui per i prossimi 5 anni”.
Perché questa svolta?
La decisione di “prendere in considerazione” una leadership nazionale non è casuale. Diversi fattori possono spiegare questo cambio di passo.
Il vuoto di leadership nel centrosinistra. Nonostante i tentativi di riorganizzazione, il campo progressista fatica a individuare una figura che sappia parlare trasversalmente a mondi diversi. Salis, con il suo profilo da sportiva di alto livello e amministratrice pragmatica, incarna un volto nuovo.
Il “fattore tempo”. A metà del suo primo anno da sindaca, la solidità della sua giunta le permette di guardare oltre i confini regionali, proponendosi come la risposta strutturata al modello di centrodestra.
La sfida è lanciata. Mentre il campo largo osserva e valuta i sondaggi, Silvia Salis si sfila la tuta da amministratrice locale per indossare quella da “sfidante”, pronta a giocare questa partita. O ci ha già ripensato?
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