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Esteri

Trump fa il duro: “Senza accordo, nuovi attacchi sull’Iran”

Il messaggio del presidente in vista dei negoziati di Islamabad, l'avvertimento di Vance: "Non prendeteci in giro"

di Flavia Romani -


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato, ancora, un duro attacco contro Teheran per le gestione dello Stretto di Hormuz. “L’Iran sta facendo un pessimo lavoro nella gestione del transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo”, ha dichiarato Trump. Parole che segnalano un crescente nervosismo a Washington.

La critica del presidente Usa riguarda la decisione iraniana di limitare il passaggio a non più di 15 navi al giorno. Decisione che era arrivata nelle scorse ore dopo giorni di tentata de-escalation e di un fragile e breve cessate il fuoco rotto da Israele.

Oltre Trump e Hormuz, la situazione in Israele

Sul fronte militare israeliano è tornato sotto pressione con un’allerta antiaerea diffusa all’alba in diverse aree del Paese, inclusa Tel Aviv, a seguito di lanci di razzi dal Libano. Gli attacchi sono stati rivendicati da Hezbollah, che ha parlato di operazioni multiple con missili e droni contro obiettivi israeliani.

Il governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu, ha aperto alla possibilità di negoziati con Beirut, ma senza concessioni sul piano militare: “Nessuna tregua con Hezbollah”, ha ribadito il premier, mantenendo una linea dura nonostante le pressioni internazionali.

Proprio gli Stati Uniti stanno cercando di contenere l’escalation, chiedendo a Israele una de-escalation in Libano per evitare un allargamento del conflitto. Tuttavia, gli sforzi diplomatici appaiono fragili. I colloqui previsti in Pakistan tra le delegazioni di Teheran e Washington – guidata dal vicepresidente J.D. Vance – sono già avvolti nell’incertezza: fonti iraniane hanno smentito l’arrivo della loro delegazione a Islamabad e condizionato qualsiasi negoziato al rispetto di un cessate il fuoco in Libano.

Nel frattempo, le cancellerie europee, insieme a Russia, Turchia e Pakistan, hanno condannato i raid israeliani, segnalando una crescente convergenza internazionale nel chiedere moderazione. Ma sul terreno, la realtà resta quella di uno scontro aperto e in evoluzione.

“Israele è in guerra con il Libano”

E mentre Trump tenta di districarsi nella matassa di Hormuz, da Israele arrivano nuovi venti di tempesta su Beirut. Il capo delle forze armate dell’Idf Eyal Zamir ha detto a chiare lettere che allo stato attuale l’esercito prosegue le sue operazioni nel Libano del Sud. “Non sono in un cessate il fuoco ma in stato di guerra”. E dunque ha aggiunto: “L’Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento”.

Vance: “Teheran non ci prenda in giro”

Il vicepresidente americano Jd Vance ha fatto il punto della situazione: “Come ha detto il presidente, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile”. Come riporta la Cnn, sono state queste le parole rilasciate ai giornalisti da Vance mentre saliva a bordo dell’Air Force 2 diretto a Islamabad: “Cercheremo di portare avanti una trattativa positiva. Il presidente ci ha dato indicazioni piuttosto chiare, e vedremo come andrà”.

Trump torna alla carica su Hormuz: “Nuovi attacchi senza accordo”

Donald Trump intanto torna a indossare la maschera del cattivo e in vista del negoziato di Islamabad in Pakistan manda un messaggio che pare diretto, prima ancora che agli iraniani, alla base Maga e all’opinione pubblica americana. “Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi”, ha detto il tycoon al New York Post. Su Truth, poi, rincara la dose: “Se sono in vita gli iraniani è solo per negoziare”, ha tuonato. E quindi: “Gli iraniani sono piu’ bravi a gestire i media che diffondono notizie false e le pubbliche relazioni che a combattere! Palantir Technologies ha dimostrato di possedere grandi capacità e attrezzature belliche. Chiedetelo puro ai nostri nemici”.


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