Iran: “Con Usa mantenuta la parola sul cessate il fuoco”, Trump: “Pronti mille missili”
Il presidente Usa ha affermato che la tregua è "finita", pur dicendosi disponibile a proseguire i colloqui con la Repubblica islamica
La tensione tra Iran e Stati Uniti resta elevata: il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito su X che Teheran ha “mantenuto la parola data” sul cessate il fuoco, accusando invece Washington di aver violato gli impegni assunti, in particolare sul mancato dispiegamento di ulteriori forze americane nella regione. “Non può esserci rispetto se non è reciproco”, ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana.
Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente Usa ha affermato che la tregua è “finita”, pur dicendosi disponibile a proseguire i colloqui con l’Iran. Teheran, tuttavia, ha smentito di aver chiesto nuovi negoziati. Intanto Araghchi è atteso in Oman per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz.
Usa-Iran, oltre il cessate il fuoco la questione nucleare
Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump ritiene sempre più improbabile un accordo sul nucleare con l’Iran. Washington chiede a Teheran una dichiarazione pubblica che garantisca la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno a interrompere gli attacchi contro le navi mercantili, avvertendo che un rifiuto potrebbe avere “gravi conseguenze”.
Fonti statunitensi citate dalla CBS sostengono inoltre che l’Iran avrebbe riconosciuto come un errore gli attacchi alle navi nello stretto, attribuendoli a “un gruppo di estremisti fuori controllo” e manifestando la volontà di proseguire il dialogo. Una versione che, al momento, non ha ricevuto conferme ufficiali da Teheran.
Trump: “Se mi uccidono istruzioni per colpire”
Ad alimentare ulteriormente il clima di tensione sono le rivelazioni di intelligence israeliane su un presunto complotto iraniano per assassinare Trump. Il presidente americano ha reagito con toni durissimi, affermando di aver già dato istruzioni. In caso di un attentato contro di lui, gli Stati Uniti rispondano con una forza militare senza precedenti. Sullo sfondo restano le divergenze tra Washington e Israele sulla gestione della crisi, mentre la mediazione del Qatar tenta di evitare una nuova escalation.
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