Iran, Trump su Hormuz: “Pessima gestione, non è questo l’accordo”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato, ancora, un duro attacco contro Teheran per le gestione dello Stretto di Hormuz. “L’Iran sta facendo un pessimo lavoro nella gestione del transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo”, ha dichiarato Trump. Parole che segnalano un crescente nervosismo a Washington.
La critica del presidente Usa riguarda la decisione iraniana di limitare il passaggio a non più di 15 navi al giorno. Decisione che era arrivata nelle scorse ore dopo giorni di tentata de-escalation e di un fragile e breve cessate il fuoco rotto da Israele.
Oltre Trump e Hormuz, la situazione in Israele
Sul fronte militare israeliano è tornato sotto pressione con un’allerta antiaerea diffusa all’alba in diverse aree del Paese, inclusa Tel Aviv, a seguito di lanci di razzi dal Libano. Gli attacchi sono stati rivendicati da Hezbollah, che ha parlato di operazioni multiple con missili e droni contro obiettivi israeliani.
Il governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu, ha aperto alla possibilità di negoziati con Beirut, ma senza concessioni sul piano militare: “Nessuna tregua con Hezbollah”, ha ribadito il premier, mantenendo una linea dura nonostante le pressioni internazionali.
Proprio gli Stati Uniti stanno cercando di contenere l’escalation, chiedendo a Israele una de-escalation in Libano per evitare un allargamento del conflitto. Tuttavia, gli sforzi diplomatici appaiono fragili. I colloqui previsti in Pakistan tra le delegazioni di Teheran e Washington – guidata dal vicepresidente J.D. Vance – sono già avvolti nell’incertezza: fonti iraniane hanno smentito l’arrivo della loro delegazione a Islamabad e condizionato qualsiasi negoziato al rispetto di un cessate il fuoco in Libano.
Nel frattempo, le cancellerie europee, insieme a Russia, Turchia e Pakistan, hanno condannato i raid israeliani, segnalando una crescente convergenza internazionale nel chiedere moderazione. Ma sul terreno, la realtà resta quella di uno scontro aperto e in evoluzione.
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