La camorra “liquida” di Napoli Est: un omicidio dietro l’altro
I bambini delle paranze di dieci anni fa sono cresciuti e diventano i nuovi "reggenti" dei clan
Carabinieri tra i palazzi nel rione del quartiere Ponticelli a Napoli
L’omicidio di un giovane a Ponticelli, la spia di una evoluzione della camorra a Napoli Est. I protagonisti di oggi sono venticinquenni, veri e propri “reggenti” locali, che emergono senza la mediazione dei capi storici.
Dalle paranze ai clan
Questi giovani sono cresciuti nelle “paranze”, gruppi di strada già individuati nel 2015‑2016 dal procuratore Franco Roberti come snodo cruciale della criminalità organizzata. Roberti, oltre dieci anni fa, segnalava che la camorra reclutava ragazzi tra i 12 e i 16 anni formando così la base dei futuri leader di zona. Quei bambini sono adulti: controllano piazze di spaccio, guidano squadre armate e gestiscono direttamente le dinamiche di violenza, senza filtro o mediazione dei boss anziani.
Ormai, una “camorra liquida”: turnover rapido, leadership flessibile e strutture frammentate a grappolo. I capi storici, arrestati o in 41‑bis, non trasmettono più metodi consolidati.
Raffaele Cepparulo (Ponticelli, arrestato 2020, condanna 18 anni), Antonio Esposito (San Giovanni a Teduccio, arrestato 2021) e Salvatore Mazzarella (Barra, condannato 2019). Boss un tempo mediatori tra le paranze e il vertice del clan. Oggi lontani dai tempi della successione. Il risultato, un ascesa rapida dei ventenni, con la possibilità di diventare reggenti già a 23‑25 anni.
Le piazze di spaccio milionarie
Le piazze di spaccio, secondo i dati della Dda di Napoli del 2025, valgono tra 2 e 3 milioni di euro l’anno per quartiere, e chi le controlla ottiene immediata legittimazione tra affiliati e giovani armati. I nuovi reggenti gestiscono squadre da 5‑15 persone, spesso minorenni o poco più grandi, e coordinano attività illecite come droga, estorsioni locali e piccole infiltrazioni nei cantieri urbani. La violenza esibita, le stese e l’uso dei social per affermare la propria immagine contribuiscono a costruire rapidamente reputazione e rispetto sul territorio, bypassando la tradizionale gerarchia dei clan.
L’escalation della violenza
La frammentazione a grappolo favorisce anche episodi di conflitto tra micro-gruppi, con escalation che spesso porta a regolamenti di conti, come il caso Ponticelli di aprile 2026, e rende più difficile l’azione preventiva delle forze dell’ordine. I clan storici, come i Mazzarella e i Formicola, tendono oggi a operare con pragmatismo: mantengono il controllo dei flussi economici e negoziano alleanze con i giovani reggenti, evitando scontri diretti che possano compromettere la stabilità delle loro piazze.
La magistratura osserva il fenomeno con attenzione. Il rischio, continuare a leggere la camorra con strumenti datati, basati su modelli piramidali che non colgono la frammentazione reale e la velocità dei giovani capi. Secondo gli ultimi rapporti della Dda di Napoli, oltre il 40% dei reggenti attivi nei quartieri orientali sono under 25. Segnale di un sistema che si rinnova continuamente. La camorra, partita dai bambini delle paranze, esercita oggi un potere diretto e una violenza più rapida del passato.
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