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Economia

La Cina alza la voce: “Garantire sicurezza dello Stretto di Hormuz”

Pechino invita tutte le parti in guerra a "evitare un'ulteriore escalation"

di Cristiana Flaminio -


La Cina alza la voce e chiede a tutti di fare un passo indietro garantendo la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Da Pechino si è alzata la voce di Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Che ha rappresentato come i rischi per l’economia siano globali e non gravino solo ed esclusivamente su una parte in causa. Detta ancora più chiara: il Dragone ha chiesto a tutti di fermarsi prima che non ci sia più petrolio disponibile per nessuno. E non è tanto per dire ma uno scenario altamente probabile in una situazione così spinosa.

La Cina e lo Stretto di Hormuz

La portavoce Mao Ning, in un briefing con la stampa, ha espresso la posizione del governo cinese in merito a quanto sta avvenendo in Medio Oriente: “La sicurezza energetica è molto importante per l’ economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell’approvvigionamento energetico”. E quindi ha aggiunto: “La Cina esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari e a evitare un’ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull’ economia mondiale”.

Ascolteranno la voce del Dragone?

La Cina, come è noto, è tra i primi importatori al mondo di petrolio iraniano ed è pertanto strategico che resti aperto e sicuro lo stretto di Hormuz. Gli interessi di Pechino, però, sono quelli che sostanzialmente stanno a cuore a tutti. Perché l’area è un collo di bottiglia che, sostanzialmente, unisce il mondo al Medio Oriente. E quindi tutti, ma proprio tutti, sono interessati a che l’area sia navigabile in perfetta sicurezza. Sono bastati i primi giorni di scontri per far impennare i prezzi delle materie prime energetiche e deprimere le borse mondiali.


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