La marcia di Ranucci verso la candidatura (a passo di ferie)
La rivoluzione può attendere: prima c'è un gigantesco monte ferie da smaltire
Mentre la Rai mantiene ferma la sua notifica di dieci giorni di sospensione disciplinare e lascia fluttuare nei programmati binari il futuro di Report, Sigfrido Ranucci mette le mani avanti. E fa sapere che farà altro, non sentendosi affatto pronto per la pensione. Non senza lanciare una stoccata alla sua ormai ex redazione. Potevano fare un po’ prima – è sbottato -, per provare a smentire la giudice del lavoro che gli ha bocciato il ricorso.
I rumors
Neanche il tempo di dirlo che subito parte la giostra delle indiscrezioni. La solita lenta marcia di avvicinamento a una candidatura con il “campo largo”, un’alleanza che — per giunta — non è ancora neppure nata?
Ma la corsa del palloncino dei rumors si ferma quasi prima di cominciare. Nessun partito o movimento si affretta ad aprirgli le porte o a stendergli tappeti rossi. Con i problemi che si ritrovano ad affrontare, il rischio maggiore che hanno è Elly Schlein – come ha detto sabato alla Festa del Manifesto – che li chiude in una stanza senza farli uscire prima di trovare una quadra.
In ogni caso, l’ostacolo principale a qualsiasi svolta — che sia un rientro in video, una battaglia legale o una discesa in campo — non sono i paletti dei partiti e neppure i provvedimenti aziendali.
Ranucci “bloccato” dalle ferie
Il paladino dell’informazione libera è frenato dalla burocrazia. Prima di intraprendere qualunque nuovo cammino, il conduttore si ritrova davanti la più titanica delle imprese, smaltire la bellezza di 220 giorni di ferie accumulate.
Praticamente un anno solare di riposo forzato da calendario, mentre la politica che tifa per lui prende tempo e Viale Mazzini gli conta i cartellini. La rivoluzione può attendere: prima c’è un monte ferie da smaltire.
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