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La risposta del governo al blocco dei tir e ai cortei violenti

La maggioranza fa quadrato attorno al governo e esprime soddisfazione per le misure approvate. Resta però adesso da vedere quali saranno i risultati effettivi, sia sui blocchi stradali sia durante le manifestazioni previste per domani in un clima che si preannuncia rovente

di Giuseppe Ariola -


Nel giorno esatto del quarto anno dalla nascita del governo, il Consiglio dei ministri ha dovuto fronteggiare una delle sfide più impegnative dal suo insediamento. Nato come uno sciopero, il blocco dei tir si è infatti immediatamente trasformato in una faida proprio contro il governo. Una protesta, in parte degenerata, alla quale, dopo aver varato un apposito decreto contro il caro carburante con aiuti ai settori degli autotrasporti, dell’agricoltura e della pesca, è stata la stessa premier Giorgia Meloni a rispondere. “Non ci faremo ricattare da chi usa la violenza”, è la linea ferma espressa dalla presidente del Consiglio. Un riferimento chiaro innanzitutto a quello che, nato come un legittimo sciopero, ha poi assunto i tratti di una rivolta dal forte impatto sociale, come dimostrano gli scaffali letteralmente vuoti in tanti supermercati o i distributori a secco di carburante.

Le emergenze sul tavolo

Ma anche all’emergenza sicurezza legata all’evoluzione violenta delle manifestazioni di piazza. Nel giro di pochissimi giorni, entrambi i dossier sono stati affrontati dal governo seguendo una comune Stella polare, l’esigenza che anche cortei e proteste rientrino nel perimetro della legalità. “Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare pacificamente e ascolta chi chiede aiuto”, ha infatti detto ancora Giorgia Meloni, per poi puntualizzare che esiste anche “il dovere di far rispettare le leggi dello Stato”. Una linea che sul fronte della sicurezza è ineccepibile e che dopo le polemiche degli ultimi giorni l’opposizione ha evitato di criticare. A differenza di quanto invece accaduto per il decreto sugli aiuti contro l’aumento del costo del carburante, rispetto al quale le associazioni di categoria interessate, al contrario, hanno mostrato una certa soddisfazione.

La reazione dell’opposizione

Per il leader del Movimento 5 Stelle si tratta “solo di briciole, misure tampone quando invece servono misure strutturali”. Maria Elena Boschi punta invece il dito contro le tempistiche dell’intervento, perché “purtroppo per alcune imprese agricole e dell’autotrasporto il ritardo si è già pagato”. Più timide le critiche del Pd, maggiormente concentrato ad attaccare il ministro Nordio che, a proposito del coinvolgimento di giovanissimi negli scontri di piazza, ha parlato dell’eventualità di ampliare la capienza degli istituti di pena minorili.
La maggioranza, invece, fa quadrato attorno al governo nel giorno del suo quarto anno di vita e, a partire proprio dai ministri, esprime soddisfazione per le misure approvate. Resta però adesso da vedere quali saranno i risultati effettivi, sia sui blocchi stradali sia durante le manifestazioni previste per domani in un clima che si preannuncia rovente.

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