Tutti i numeri del monitoraggio: a quanto ammonta la spesa e le linee guida per ridurla
Ci risiamo: anche nel 2025, o quantomeno nei primi nove mesi dell’anno passato, la spesa farmaceutica, e cioè l’investimento per i medicinali, ha sfondato i tetti di budget previsti. L’Aifa ha pubblicato i numeri relativi al monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale. Che ammonta, complessivamente, a poco più di 18,4 miliardi di euro. Complessivamente, lo scostamento nel periodo tra gennaio e settembre 2025 ammonta a circa 2,85 miliardi di euro. La prima (grande) ripartizione della spesa è tra quella relativa all’acquisto di farmaci da parte delle strutture pubbliche e a quella convenzionata, effettuata dalle famiglie direttamente nelle farmacie.
Spesa farmaceutica 2025: ecco i numeri
La prima sfiora i 12 miliardi di euro, attestandosi a 11,8 miliardi. La seconda, invece, è pari a oltre 6,4 miliardi di euro. si tratta di cifre imponenti. Che, però, sono inferiori rispetto a quelle totali. Già, perché il monitoraggio esclude dai conti, la spesa per i prodotti derivanti dalla farmaceutica innovativa, l’esborso per gli antibiotici utili al trattamento dei germi multiresistenti. Si tratta di voci che, da sole, valgono più di mezzo miliardo di euro. Complessivamente, un esborso che sfiora i 581 milioni di euro. Soldi a cui vanno aggiunti i 183,8 milioni che vengono investiti per l’acquisto dei gas medicinali.
I divari tra le Regioni
Tra le Regioni, emerge dai numeri Aifa sulla spesa farmaceutica una profonda variabilità sugli acquisti diretti rispetto al Fondo sanitario nazionale. Pesano per poco meno del 15% in Sardegna (14,67%) ma scendono ben sotto il 10 per cento in Lombardia (9,91%) e nella provincia autonoma di Trento (9,65%). Tra gli enti che hanno fatto registrare riduzioni di spesa nel 2025 rispetto all’anno precedente, oltre alla stessa Trento, emergono pure il Piemonte, il Molise e il Friuli Venezia Giulia. Dall’analisi dei dati relativi alla spesa farmaceutica convenzionata, infine, Aifa evidenzia un aumento dello 0,2% nelle dosi giornaliere dispensate. Un dato che si traduce in ben 41,5 milioni in più. E che aumenta la spesa netta a carico del Sistema sanitario nazionale del 3,2% appesantendola di ulteriori 194 milioni di euro.
L’analisi dell’Agenzia
A commentare i dati, il direttore scientifico Aifa Pierluigi Russo che fa il punto della situazione: “La crescita della spesa per acquisti diretti di farmaci di ogni classe di rimborsabilità da parte delle strutture sanitarie pubbliche è stata del +4,9% attualmente (settembre 2025) mentre era del +9,1% a settembre 2024 e del +15% ad aprile 2024. Nel 2025 registriamo una rilevante riduzione della spesa per farmaci innovativi a seguito della scadenza dei 36 mesi della patente di innovatività, prevista per legge, riversandone l’onere sul tetto degli acquisti diretti, che presenta una spesa da oltre 10 anni superiore ai livelli programmati”.
Un Paese che invecchia ha bisogno di più medicine
E ancora: “Negli ultimi due anni, le nuove norme introdotte in tema di finanziamento e regolamentazione dell’assistenza farmaceutica e le misure amministrative di regolamentazione dell’accesso ai farmaci poste in essere dall’Agenzia, stanno concorrendo e concorreranno ulteriormente ai risultati finora ottenuti”. Ma c’è un tema, centrale, che non può essere eluso: “L’andamento della spesa farmaceutica pubblica è influenzato da molteplici fattori, tra i quali l’introduzione di farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione, che in Italia presenta un trend di spesa crescente negli ultimi 20 anni, simile a quello registrato in altri Paesi sviluppati e con un sistema sanitario pubblico”.
In arrivo la nuova clausola di salvaguardia
Ma qualcosa dovrà cambiare. E se non si può invertire, almeno non si può farlo nel breve periodo, il trend demografico, c’è da insistere su quelle nuove linee guida e decisioni che pure starebbero sortendo effetti positivi. E bisogna farlo, peraltro, pure alla svelta, come ha detto il presidente dell’Agenzia Roberto Nisticò: “Per garantire una migliore governance della spesa farmaceutica, l’Aifa sta nel frattempo mettendo a punto una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità di nuovi medicinali ad alto costo e innovativi, oltre a lavorare sulle modalità di attuazione della norma recentemente introdotta con la legge di bilancio 2026, inerente alla revisione del prontuario farmaceutico nazionale”.